Melicchio (M5S): “Laurea abilitante necessaria anche per i farmacisti”

Roma, 22 aprile – L’emergenza coronavirus si combatte anche immettendo sul mercato del lavoro della sanità  quante più forze nuove possibili, per far fronte agli sforzi straordinari imposti dall’epidemia. E ciò vale anche per una delle professioni più direttamente e violentemente sollecitate dalla drammatica situazione causata dalla diffusione di Covid-19, quella dei farmacisti. Per i quali va quindi prevista, e fin da subito, la laurea abilitante.

La proposta arriva dal Movimento Cinque Stelle, che sul tema aveva già presentato una interrogazione scritta al Miur  e sta ora pensando di presentare una norma sul tema: “Potrebbe essere un emendamento al decreto Cura Italia, ora al vaglio della Camera, o al decreto Liquidità” ha spiegato a sanitainformazione.it  portavoce M5S a Montecitorio  Alessandro Melicchio (nella foto). Laureato in Ctf all’Università della Calabria e in possesso di un master in competenze e servizi giuridici in sanità, Melicchio conosce direttamente il tema e ha seguito da vicino,  come membro della Commissione Cultura di Montecitorio, le misure emergenziali adottate dal Governo in materia di università e ricerca, tra i quali – appunto – l’abolizione dell’esame di abilitazione alla professione medica (il cui decreto è stato pubblicato sulla G.U. di lunedì 20 aprile).

Già all’indomani di quella norma, prevista dal “Cura Italia”, Melicchio aveva suggerito la possibilità di rendere abilitanti anche le lauree in Farmacia e Chimica e Tecnologia farmaceutiche “perché non c’è più tempo da perdere: bisogna aiutare chi è in prima linea in questa difficile situazione. I farmacisti italiani stanno facendo un grande lavoro di informazione e rassicurazione durante questa emergenza” aveva sostenuto in un comunicato il deputato grillino, spiegando che “in un momento gravoso per il nostro sistema sanitario, in cui c’è carenza di medici, molte sono le operazioni che si svolgono in farmacia ed è grande il numero di persone che non sono arrivate in pronto soccorso perché opportunamente consigliare e ‘filtrate’ dai farmacisti (…) fortemente a rischio a causa della frequente vicinanza ai potenziali contagiati. I farmacisti stanno facendo il possibile, ma ormai sono tanti i positivi al coronavirus e in troppi hanno già manifestato i sintomi e sono in quarantena. Qualcuno, purtroppo è morto”.

Ricordando che “anche la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani si è dichiarata favorevole a questa proposta”,  che “alcuni presìdi farmaceutici di montagna sono stati già costretti a chiudere” e che “senza un aiuto con cui sostituire gli operatori ammalati, potrebbe non essere più garantito il servizio in tutto il territorio nazionale”, Melicchio aveva espresso la richiesta (poi ribadita in un atto di sindacato ispettivo del M5S)  che ora si vuole introdurre con un provvedimento normativo: “Vista la gravità della situazione sanitaria, rendiamo abilitante la laurea anche per questa professione, prima di trovarci di fronte anche a una grave carenza di farmacisti, oltre che di medici”.

“È sicuramente una categoria esposta quasi quanto i medici, molto spesso è la farmacia il primo presidio al quale il cittadino si rivolge nel momento in cui ha qualunque problema di salute, prima ancora della guardia medica e del medico di base” insiste infatti Melicchio, precisando peraltro che la misura è sostenuta da motivazioni che vanno oltre l’emergenza sanitaria e affondano invece  nell’attuale strutturazione del piano di studi che, secondo il deputato, rende superfluo l’esame di abilitazione: “Lo studente di farmacia svolge un tirocinio prima della laurea per sei mesi, al quarto anno o fra il quarto e il quinto anno. Sono 800 ore da svolgersi prima della laurea. Quindi lo studente che arriva alla laurea, oltre ad avere le nozioni teoriche, ha già fatto un percorso professionalizzante” spiega Melicchio. “Un percorso molto simile a quello dei medici, perché anche loro fanno il tirocinio professionalizzante prima della laurea, ed è stata questa la ragione per cui è stato possibile rendere per loro la laurea abilitante. Lo stesso va fatto anche per i due corsi di laurea della facoltà di Farmacia”.

“Ho molta più fiducia in un percorso di cinque anni piuttosto che in un esame estemporaneo qualche mese dopo la laurea che non prova nessuna ulteriore competenza” conclude Melicchio. “Altre professioni, come gli avvocati, i commercialisti, gli psicologi, dopo la laurea svolgono un tirocinio di due anni e soltanto dopo questo svolgono l’esame di abilitazione, che ha quindi una precisa funzione, quella di comprovare le competenze acquisite durante il praticantato. Per i medici, così come per i farmacisti, questa cosa non avviene: l’esame di abilitazione, così com’è,  va a comprovare le stesse competenze acquisite con il percorso di laurea”.