Medici in farmacia per vaccinare, no dei diretti interessati a proposta Mandelli

Roma, 24 maggio – La proposta di Andrea Mandelli, senatore di Fi e presidente della Fofi, di coinvolgere anche le farmacie per fare fronte alla paventata “emergenza” prodotta dal decreto legge governativo sull’obbligo vaccinale (cfr. RIFday di ieri), consentendo a questi presidi di ospitare i medici per procedere all’inoculo, evitando così il caos e il possibile collasso delle strutture pubbliche, non piace ai diretti interessati, ovvero i medici.

“Capisco la buona volontà ma ci sono setting più naturali della farmacia per il medico” dichiara a doctor33.it  Roberto Carlo Rossi, presidente dell’ordine dei medici di Milano, che ricorda come “dai tempi della Repubblica Veneta motivazioni deontologiche impongono attività distinte e contatti operativo-professionali ridotti al minimo tra medico e farmacista”.

Per il segretario nazionale della Fimmg Silvestro Scotti, invece, la proposta Mandelli trova origine in un problema non risolto dai medici: “Nessuno ci chiamerebbe in farmacia a vaccinare, o a certificare cosa impedisce le vaccinazioni, se noi medici convenzionati vaccinassimo direttamente” spiega Scotti, rivendicando il riconoscimento diretto della funzione negli ambulatori dei Mmg. “Tra l’altro, prendendoci quel ruolo, sposteremmo su noi stessi una partita che invece sta diventando terreno di conquista di tante altre professioni, non ultima come si vede la farmacia”.