Mattarella scioglie le Camere, Gentiloni fissa il voto: alle urne il 4 marzo

Roma, 29 dicembre – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (nella foto) ha firmato ieri il decreto per lo scioglimento delle Camere, ponendo fine formalmente alla XVII legislatura.

Il presidente ha sciolto il Parlamento dopo essersi consultato al Quirinale con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e successivamente con i presidenti della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

Nella successiva seduta del Consiglio dei ministri convocata a Palazzo Chigi, il governo ha deciso la data delle elezioni per il nuovo Parlamento, che si terranno (come ampiamente previsto) il prossimo 4 marzo 2018. Fissata anche la data della prima riunione delle nuove Camere nella XVIII legislatura: si terrà il 23 marzo e sarà dedicata a eleggere i rispettivi presidenti. Fino ad allora, il governo presieduto da Gentiloni (che nella tradizionale conferenza stampa di fine anno tenutasi nella mattinata di ieri ha rivendicato i buoni risultati ottenuti dal suo esecutivo) rimarrà in carica per il disbrigo degli affari correnti.

La legislatura appena finita è stata la XVII della Repubblica: era iniziata a metà marzo del 2013, ed è quindi durata quasi 5 anni (per l’esattezza 1.749 giorni). Nel corso della legislatura ci sono stati tre governi: quello presieduto da Enrico Letta (aprile 2013 – febbraio 2014), avvicendato da Matteo Renzi, premier dal 2014 a dicembre 2016, poi costretto dalla sconfitta al referendum costituzionale di poco più di un anno fa a cedere il passo al governo Gentiloni.