Mattarella firma la legge Lorenzin su riordino professioni, oggi in GU

Roma, 16 gennaio – Sarà pubblicata con ogni probabilità oggi sulla Gazzetta Ufficiale la legge Lorenzin sulla sperimentazione clinica e il riordino delle professioni sanitarie, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (nella foto) ha promulgato ieri con la sua firma.

Entra così in vigore, al termine di un percorso durato in pratica l’intera legislatura,  un testo normativo che con ogni probabilità farà ancora parlare molto di sé anche in futuro, soprattutto per le novità introdotte in materia di ordinamenti professionali.

Non è infatti un mistero che la legge, così come approvata, sia ritenuta inadeguata dalle federazioni professionali di medici, farmacisti e veterinari, che non la ritengono “lo strumento idoneo al rinnovamento delle professioni già ordinate e alla configurazione in Ordini di professioni sanitarie non ancora ordinate” e che, soprattutto, accusano il provvedimento di  non affrontare il cuore delle questioni, ma di intervenire su specifici punti del testo del 1946, introducendo “elementi innovativi sotto il profilo amministrativo e formale, senza entrare nel merito dei problemi reali delle professioni e del difficile equilibrio dei rapporti tra rappresentatività professionale e crescita delle competenze istituzionali” e dunque “senza proporre per gli Ordini un ruolo che sia effettivamente nuovo e moderno”  ma, anzi, incidendo negativamente sulla loro autonomia.

Le riserve di medici, farmacisti e veterinari sono riferite in particolare all’articolo della nuova legge dedicato agli organi delle federazioni ordinistiche nazionali, che peraltro affida l’attuazione delle disposizioni in esso contenute a uno o più regolamenti che il ministero della Salute dovrà adottare con un proprio decreto, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro il 15 luglio prossimo, se la legge venisse pubblicata oggi sulla GU), previa intesa in Conferenza Stato Regioni e previo parere delle Federazioni nazionali interessate  da esprimere entro trenta giorni dalla richiesta.

È proprio a questi regolamenti che viene demandata la disciplina di questioni cruciali: le norme sull’elezione degli organi, il regime delle incompatibilità, il limite dei mandati degli organi degli Ordini e delle relative Federazioni nazionali, i criteri e le modalità per lo scioglimento degli Ordini, la tenuta degli Albi, la riscossione ed erogazione dei contributi, le sanzioni, i procedimenti disciplinari e i ricorsi e (per le Federazioni con più Albi) l’istituzione delle assemblee dei presidenti di albo. Se ne occuperà, a questo punto, il governo che scaturirà dalle sempre più vicine elezioni del 4 marzo.