Vendita mascherine, indicazioni operative di Sifap per la ripartizione

Roma, 15 aprile – Dopo l’ordinanza del 9 aprile del commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri che ha  finalmente “sdoganato”  la possibilità di intervenire sulle confezioni di 50, 100 mascherine protettive per venderle singolarmente, o comunque in quantità ridotte, ai cittadini, così da soddisfarne in modo più largo le esigenze (cfr. notizia del 10 aprile su RIFday.it), la Sifap, la Società dei farmacisti preparatori, ha diffuso una nota fornendo strumenti operativi per effettuare al meglio l’operazione, garantendo il rispetto delle indicazioni contenute nell’ordinanza.

In considerazione del potenziale rischio di contaminazione delle mascherine nell’atto di ripartizione di un prodotto sfuso,  la Sifap suggerisce in primo luogo di effettuare la ripartizione all’interno del laboratorio della farmacia in un momento dedicato e, molto pragmaticamente,  propone due fac-simile “foglio di ripartizione” che rispondono alle modalità individuate dall’ordinanza di Arcuri: nel primo, si definiscono a priori il numero di confezioni e il numero di unità per confezione, nel secondo,  non tutte le unità vengono riconfezionate in confezioni predefinite per numero e quantità.

La Fofi ha poi subito ritenuto opportuno diffondere, con una sua circolare a tutti gli Ordini diramata ieri, le due schede per le attività di sconfezionamento e ripartizione approntate dalla Sifap.

Per dovere di cronaca, va registrato che all’interno della categoria non sono davvero mancate le reazioni polemiche di fronte alla grande attenzione dedicata allo sconfezionamento e riconfezionamento delle mascherine e, per contro, il  presunto disinteresse manifestato invece, sempre in ambito del ruolo di farmacie e farmacisti nel contrasto a Covid, nei confronti di altri temi ritenuti professionalmente molto più rilevanti, come ad esempio la possibilità per le farmacie convenzionate di ripartire e riconfezionare i farmaci a base di idrossiclorochina.

La questione ha trovato ampio spazio nelle piattaforme social e anche sulle chat più qualificate di confronto professionale, con la prevalenza di un sentimento prevalente di delusione, ben riassunto da considerazioni di questo tenore: “Scusate, ma sono l’unica che trova demenziale un foglio di lavorazione per separare mascherine e non una parola sulla ripartizione Plaquenil?”

Che suonano, comunque le si voglia leggere, come una forte sollecitazione alle  rappresentanze di categoria a muoversi su terreni e obiettivi più qualificanti nella tutela dei profili professionali dei farmacisti.