Prime reazioni della politica ad Arcuri: “Giù le mani dai farmacisti”

Roma, 13 maggio – La conferenza stampa del commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri non ha mancato di suscitare le reazioni di alcuni esponenti della politica. La più immediata è stata quella di Carlo Calenda, leader di Azione,  che subito dopo le dichiarazioni del commissario, in particolare quella relativa all’avvio di una gara per l’acquisto di reagenti da aziende nazionali e internazionali, ha affidato a twitter il suo giudizio decisamente tranchant “Il Governo dovrebbe riconoscere di aver scelto la persona sbagliata e rimuovere il commissario Arcuri. Rapidamente”, il lapidario e inequivocabile cinguettio di Calenda.

Non meno duro, ma decisamente più articolato il commento di Marcello Gemmato (nella foto),  segretario della Commissione Affari sociali a Montecitorio e fresco di nomina a responsabile nazionale del Dipartimento Sanità di Fratelli d’Italia. “Le parole del commissario Arcuri nei confronti dei farmacisti sono offensive e lesive della dignità di una categoria professionale che sta sopperendo a tante criticità del Sistema sanitario nazionale nella gestione del Covid-19” ha detto il deputato pugliese, titolare di farmacia a Terlizzi, in provincia di Bari.

“Al dottor Arcuri ricordo  anche che i farmacisti coadiuvano il sistema sanitario garantendo una forte presenza territoriale e che diciassette di loro hanno perso la vita e centinaia sono stati contagiati in questa battaglia contro il nemico invisibile”  continua Gemmato, che conclude la sua nota con il passaggio più severo: “Le sue parole sono del tutto inopportune, volgari e sarebbe necessario adesso chiedere scusa e presentare le dimissioni. Definire i farmacisti ‘speculatori’ o minacciare velatamente controlli in stile Gestapo sembra più che altro un maldestro tentativo di nascondere i fallimenti, gli errori e le falle nella gestione dell’emergenza Covid-19 che quotidianamente vengono fuori”.

Ma al commissario per l’emergenza non fa sconti nemmeno Davide Faraone, presidente del Gruppo dei senatori di Italia viva: “Giù le mani dai farmacisti” ammonisce in una nota. “Quando il Paese era al collasso sono stati tutti bravi a intonare lodi a loro come ai medici e al personale sanitario che mai un giorno in questi difficili mesi si è sottratto al proprio dovere, lavorando per garantire le protezioni e le medicine a tutti. Il commissario Arcuri deve collaborare con i farmacisti invece che attaccarli: qualcuno li aveva sentiti per stabilire il prezzo delle mascherine e le modalità di vendita?” chiede Faraone, che quindi chiede al capo del governo Giuseppe Conte di “mantenere i suoi impegni con i cittadini sul prezzo delle protezioni individuali senza scaricare le responsabilità sui farmacisti e sui distributori. La verità è che servono 10 milioni di mascherine al giorno e che ancora, dopo mesi, non ci sono. Questo resta il fatto più grave: Italia Viva aveva chiesto sin dall’inizio dell’emergenza di avere un kit di Stato per tutti i cittadini ed in particolare per chi lavora in prima linea nei luoghi di cura . Chiediamo di garantire e tutelare una categoria che tanto ha fatto e sta facendo per la salute di tutti” conclude quindi Faraone. “E chiediamo ancora una volta protezioni per tutti”. t