Mascherine, Fofi: “Protezione civile le acquisti e fissi i prezzi”

Disposable protective face mask on black background.

Roma, 23 aprile – La Protezione civile acquisti sul mercato le mascherine protettive e le ceda a un prezzo prestabilito alle cooperative dei farmacisti per la distribuzione, stabilendo quale ricarico debba essere applicato dalla farmacia. Questa la proposta che la Fofi ha avanzato a Presidente del Consiglio, ministro della Salute, capo del Dipartimento della Protezione civile e Commissario straordinario per l’emergenza per troncare con un intervento radicale una situazione di difficoltà arrivata ormai a livelli non più sostenibili.

“Solo la Protezione civile, in questo momento, ha una forza contrattuale adeguata a contrattare caratteristiche, prezzi e condizioni di fornitura in un mercato letteralmente impazzito” sostiene in una nota la federazione professionale. “Nelle farmacie di comunità i professionisti operano da settimane in condizioni critiche, facendosi carico delle innovazioni introdotte nelle procedure di prescrizione e dispensazione, assolvendo le necessità imposte dall’emergenza e quelle della normale assistenza farmaceutica – che non è certo venuta meno – con impegno e abnegazione, e stanno pagando un pesante tributo: sono 11 i farmacisti morti per la Covid-19 contratta in servizio e sono circa 1.000 i contagiati”.

Da qui la richiesta di un intervento diretto della Protezione civile per regolare d’imperio il mercato, acquistando i dispositivi e fornendoli a chi deve poi metterli a disposizione dei cittadini, fissando i prezzi, mettendo così fine alla “grave criticità dell’approvvigionamento e della distribuzione delle mascherine” denunciata dalla Federazione degli Ordini  fin dall’inizio della pandemia. “Una situazione determinata dalla forte tensione sul mercato, causata dall’aumento improvviso della richiesta, con il conseguente aumento dei prezzi praticati da produttori e distributori, dai blocchi nelle dogane di questi materiali, stabiliti da diversi paesi, e da altri fattori ancora” spiega la Fofi in una nota. ” Ciò ha comportato l’impossibilità per la rete delle farmacie di garantire la disponibilità delle mascherine nella quantità necessaria e a prezzi almeno paragonabili a quelli praticati prima dell’emergenza”.
La situazione, peraltro, non ha conosciuti miglioramenti significativi ed è anzi  destinata ad aggravarsi “con l’estensione dell’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e nei luoghi pubblici e con la possibile ripresa, a breve, di molte attività economiche e della mobilità dei cittadini” osserva ancora la Fofi, argomentando la sua richiesta.

“Non è più sopportabile, quindi, il carico di discussioni con i cittadini e di controlli delle autorità preposte, per un aspetto, quello delle caratteristiche, del prezzo e della disponibilità delle mascherine, che i farmacisti e le farmacie non possono risolvere con i propri mezzi” conclude la nota della Fofi, che “torna quindi a chiedere che vi sia un intervento risolutivo su questa materia, in assenza del quale sarà sempre più difficile, se non impossibile, garantire la disponibilità nelle farmacie di questi presidi”.

Una frase. quella finale, che senza esplicitarlo dice che i farmacisti, laddove l’attuale situazione di criticità perdurasse, potrebbero anche decidere di non vendere più le mascherine.  t