Mascherine, autorizzata vendita ‘sfusa’ anche in parafarmacie e Gdo

Roma, 12 maggio –  Anche le parafarmacie e le strutture della grande distribuzione potranno “sconfezionare” le mascherine e venderle singolarmente. Lo prevede l’ordinanza n.12/2020 del 9 maggio 2020 con la quale il commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri ha esteso l’ambito di applicazione dell’ordinanza 9/2020 relativa alla vendita al pubblico di mascherine facciali e Dpi in assenza di imballaggi agli iscritti a diverse associazioni di rappresentanza di aziende di distribuzione.

Sempre al fine di “garantire la più ampia diffusione della vendita di mascherine facciali e dispositivi di protezione individuale”,  con un altro provvedimento, l’ordinanza n.13/2020, sono stati estesi gli effetti dell’ordinanza n. 6/2020, che consente all’Agenzia delle dogane e dei monopoli di “porre in essere ogni azione utile al fine di consentire la celere sdoganalizzazione” di tutti i dispositivi di protezione individuale, e in particolare le mascherine Ffp2, Ffp3, N95, KN95 anche nei confronti delle “principali associazioni di rappresentanza di farmacie, parafarmacie, distributori” (Federfarma, Assofarm, FarmacieUnite, Unaftisp, Ftpi, Fnp, Pi Federfardis, Mnlf, Culpi, Federfarma Servizi e Adf) e di alcune sigle di rappresentanza di aziende di distribuzione: (Confcommercio, Federdistribuzione e Ancd Conad).

L’importazione dall’estero e il passaggio in dogana dei Dpi costituiscono in effetti una criticità. Da una parte, per soddisfare il bisogno nazionale di dispositivi di protezione, bisogna necessariamente favorirne l’acquisto in quei Paesi dove sono disponibili, dall’altra bisogna garantire che i prodotti destinati al nostro mercato interno siano in possesso di tutti i requisiti sanitari e di sicurezza. Ma le cronache registrano di continuo episodi relativi al blocco e al sequestro di articoli privi delle caratteristiche di sicurezza o introdotti irregolarmente sul territorio nazionale, proprio cercando di approfittare della elevata richiesta di mercato. L’ultima vicenda di rilievo al riguardo è l’individuazione e il sequestro, da parte dei Carabinieri del Nas di Bologna in collaborazione con il personale dell’Ufficio di Sanità marittima aerea e di frontiera(Usmaf) di  circa 80.000 mascherine protettive, interamente importate dalla Repubblica popolare cinese,  del valore commerciale ammonta a 200mila euro. Il sequestro è avvenuto in  due depositi  logistici dediti alla distribuzione di prodotti farmaceutici e sanitari siti nelle province di Bologna e Rimini.

I prodotti sequestrati, destinati ai mercati di Emilia Romagna e regioni limitrofe, che riportavano in etichetta la marcatura CE e le indicazioni relative a dispositivi di protezione individuale di tipo FFP1, FFP2 e KN95, erano stati immessi nel circuito commerciale in assenza di corrette indicazioni al consumatore e delle indicazioni di sicurezza nonché privi della documentazione attestante le prove tecniche effettuate e la relativa idoneità all’impiego.

Il legale rappresentante dell’azienda è stato deferito in stato di libertà alla competente Procura della Repubblica per frode in commercio e violazione della normativa sui dispositivi di protezione individuale. Nella stessa operazione  sono state comminate sanzioni per 30.000 euro.

 

♦ Ordinanza n. 12/2020

♦ Ordinanza n.13/2020