Mascherine a 0,50€, accordo per ristorare costi d’acquisto più alti

Roma, 2 maggio –  Primo maggio di lavoro, per le sigle di rappresentanza di farmacie, parafarmacie e distributori farmaceutici, che hanno definito e siglato con la struttura del commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri  l’accordo per necessario a risolvere le criticità emerse a seguito dell’ordinanza commissariale n. 11 del 26 aprile che ha fissato il prezzo unitario di vendita delle mascherine chirurgiche a 0,50 euro al netto dell’Iva.

L’accordo si era reso necessario per consentire appunto a questi esercizi di vendere al pubblico le mascherine chirurgiche alle condizioni di prezzo fissate (quindi a 61 centesimi l’una, con l’Iva) senza rimetterci, atteso che gran parte delle farmacie e delle parafarmacie (ma anche gli stessi distributori intermedi) si erano approvvigionate di quei prodotti acquistandoli  a un prezzo superiore, non di rado in misura rilevante, a quello finale di vendita fissato dall’ordinanza di Arcuri.

A firmare il protocollo d’intesa, nel giorno della Festa del Lavoro, sono stati per le farmacie i presidenti di Federfarma, Assofarm e  Farmacieunite Marco Cossolo, Venanzio Gizzi e Franco Gariboldi Muschietti, per le parafarmacie i presidenti di Fnpi e Unaftisp Davide Gullotta e Daniele Viti  (che hanno firmato per le altre sigle: il primo per Mnlf, Culpi e FederFarDis, il secondo per Ftpi) e per i distributori intermedi i presidenti di Adf e Federfarma Servizi, Alessandro Morra e Antonello Mirone.

Il protocollo, in primo luogo, conferma le premesse fissate nell’ordinanza n.11 (a partire dalla tipologia delle mascherine da vendere a prezzo fisso) e dettaglia quindi le procedure di “ristoro” per le farmacie, le parafarmacie e i distributori intermedi che (a far data dal 27 aprile) abbiano ceduto questi prodotti a un prezzo inferiore a quello di acquisto.

Gli otto articoli del protocollo dettagliano quindi oggetto (le mascherine chirurgiche con standard Uni En 14683 tipo I, II e IIR), soggetti aventi diritto (farmacie, parafarmacie di proprietà di farmacisti e distributori intermedi) e modalità delle procedure di ristoro.

Verranno “ristorate” le mascherine acquistate a far data dal 1° aprile 2020 e giacenti in magazzino alle 23.59 del 26 aprile, con riferimento alle note di carico e scarico e alle note contabili corrispondenti. Ma, precisa l’art. 3 del protocollo, sono “altresì oggetto di ristoro le mascherine ordinate dalle farmacie e parafarmacie  fino alle 23,59 del 3 maggio 2020”.

Il commissario straordinario si impegna “a corrispondere a farmacie e parafarmacie il differenziale tra i costi sostenuti da queste ultime per approvvigionarsi di mascherine chirurgiche monouso “fino alle ore 23,59 del 26 aprile 2020, e il prezzo di 0,40 € per singola unità, in modo da assicurare la cessione al pubblico, verso il corrispettivo di 0,50 €, a decorrere dalla mezzanotte del 26 aprile e fino all’esaurimento delle scorte”  così come individuate e indicate nel prima citato art. 3.

La liquidazione dei corrispettivi dovuti per i ristori chiama in causa le sigle di rappresentanza: per sintetizzare, le farmacie, all’esaurimento delle scorte, emetteranno fattura all’associazione cui sono iscritte:  Federfarma (per il tramite di Promofarma), Assofarm (per il tramite di Assofarm Servizi ) o FarmacieUnite (per il tramite del Consorzio Farmarca), il cui valore sarà  pari al differenziale tra  il prezzo di acquisto e quello di vendita fissato da commissario. La fattura dovrà essere corredata da tutta la documentazione necessaria, ovvero la documentazione tecnica relativa alle quantità di riferimento, in particolare la certificazione CE di conformità allo standard Uni En 14683 e la documentazione relativa a produzioni e importazioni di mascherine effettuate in deroga al Dl emergenziale n.18 del 17 marzo 2020, insieme all’estratto del gestionale di magazzino riferito alle mascherine oggetto di ristoro-

Federfarma, Assofarm e Farmacieunite, attraverso le loro società di servizi, curano la raccolta delle fatture delle farmacie e provvedono all’emissione di un’unica fattura nei confronti del commissario straordinario, di importo pari alla somma dei corrispettivi delle fatture ricevute. Il commissario provvede alla liquidazione della fattura unica entro 60 giorni a favore delle stesse società di servizi che poi, per conto dei sindacati di cui sono emanazione, provvedono a loro volta alla definitiva liquidazione degli importi dovuti alle singole farmacie associate.

Analoga procedura sarà seguita per le parafarmacie, le cui sigle sindacali dovranno individuare e comunicare, per ciascuna associazione, il soggetto unico abilitato alla fatturazione nei confronti del commissario straordinario.

Il protocollo (art. 7) interviene a disciplinare anche la fornitura delle mascherine chirurgiche da parte del commissario a farmacie e parafarmacie: a far data dal 4 maggio, inizio della fase 2, il commissario si impegna, per quanto possibile, a integrare le forniture di farmacie e parafarmacie, per il tramite dei loro distributori, con cadenza settimanale (anche in questo caso per quanto possibile) presso i loro magazzini. I distributori le acquisteranno al prezzo di 0,38 euro più Iva, fermo restando il prezzo al pubblico di 0,50, e le cederanno alle farmacie al prezzo di 0,40 euro (sempre al netto di Iva), con un ricarico quindi di due centesimi al pezzo. Ne consegue che il ricarico per le farmacie sarà di 10 centesimi a mascherina. I distributori dovranno pagare le mascherine fornite dal commissario non oltre il 60° giorno dalla consegna. Tutto questo, fatti salvi fatti eccezionali e al momento non prevedibili in grado di incidere negativamente sulla copertura del fabbisogno di mascherine, davanti ai quali verranno eventualmente stretti nuovi accordi.

L’ultimo articolo del protocollo, il n. 8, apre anche uno spiraglio a nuovi provvedimenti (ove condivisi dal ministero della Salute) che portino a una semplificazione delle procedure, in vero molto macchinose, che l’ordinanza commissariale n. 9/2020 ha dettato per il deconfezionamento e riconfezionamento delle mascherine.

Federfarma, Assofarm e Farmaciunite, nella stessa giornata di ieri, hanno diramato apposite circolari informative ai loro associati.