Marazziti: “Tempi non maturi per la soluzione del nodo parafarmacie”

Con questa ammissione, il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Mario Marazziti (nella foto), che ieri – in qualità di relatore – ha avviato la discussione in Aula del disegno di legge su sperimentazione clinica e riordino delle professioni sanitarie che porta il nome della titolare della Salute, ha ufficialmente sancito quel che era già chiaro a tutti e che molti avevano previsto fin da subito: la questione parafarmacie rimane per ora al palo, nonostante il tentativo avviato alla Camera di forzarne la soluzione “approfittando” dell’occasione rappresentata appunto dal ddl Lorenzin.

Un’ipotesi che – a seguito degli specifici emendamenti presentati al riguardo, su tutti quelli delle deputate Pd Silvia Fregolent e Ileana Piazzoni  – aveva perseguito proprio Marazziti, favorendo anche il confronto tra le parti interessate, che però non ha prodotto gli esiti sperati.

A Marazziti, alla fine, non è restato che prenderne atto: “Come presidente della Commissione Affari sociali e come relatore di questo disegno di legge ho invitato le associazioni dei farmacisti, le parafarmacie e le farmacie a un confronto” ha detto ieri nel suo intervento in Aula “perché, qualora lo ritenessero possibile, potesse essere utilizzato questo strumento di legge per cercare di diradare alcune confusioni reali, operative che hanno danneggiato sia operatori nelle farmacie che nelle parafarmacie a seguito di questa unicità italiana, introdotta dalla legge che ha aperto l’esperienza delle parafarmacie, undici anni fa“.
“Ci sono sofferenze da entrambe le parti” ha continuato il presidente della Affari sociali, riferendo che “gli incontri sono stati positivi, sono state individuate delle linee possibili per un accordo nel futuro che garantisca tutti i punti di sofferenza del sistema, per poi, magari, andare a una chiarificazione, a una separazione dei due percorsi”.
“Ma non mi sembrano maturi i tempi ha dovuto concludere Marazziti “tutto questo non è rifluito in emendamenti pervenuti in maniera organica alla Commissione, pertanto, questa è una materia che è già stata regolata, allo stato attuale, dal decreto concorrenza e che, quindi, credo non potrà vedere, almeno nella mia sensibilità, miglioramenti in un senso o nell’altro che potrebbero squilibrare ulteriormente il sistema”.

Insomma, alla fine anche Marazziti ha dovuto convenire sul fatto, evidenziato fin da subito da molti commentatori e addetti ai lavori, che la questione parafarmacie – per le sue molte e complesse implicazioni – non è materia che possa trovare una soluzione con un qualche emendamento a questo o quel provvedimento, ma richiede un intervento dedicato e organico, che sarà peraltro tutt’altro che semplice mettere a punto cercando di conciliare le molte e diverse variabili in gioco.

Marazziti, tuttavia, ritiene comunque positivo l’averci provato,  sottolineando “la positività di un percorso di incontro che potrebbe dare frutti in un prossimo futuro. Mi auguro che accada proprio questo”.

Per quanto riguarda i contenuti del ddl Lorenzin – uno dei cui temi centrali è rappresentato dalle misure che intervengono a introdurre modifiche importanti negli ordinamenti dei professionisti sanitari, che RIFday sintetizza oggi in questo articolo –  Marazziti ha proceduto a una puntuale illustrazione del testo (il cui articolato è disponibile qui), per concludere auspicandone l’approvazione definitiva, da parte del Senato, in questa legislatura. Prima, però, c’è il voto della Camera, per il quale Marazziti si è augurato “un’approvazione sicura del provvedimento”, che a suo giudizio “innova e migliora materie rilevanti in vari campi della nostra sanità pubblica ed è atteso, da qualche decennio, per alcune parti, da innumerevoli esercenti le professioni sanitarie o aspiranti tali”.

“In un tempo di grandi cambiamenti” ha concluso il presidente della Affari sociali “è una legge aperta e non chiusa, proprio per poter recepire senza più sanatorie, anche in futuro, l’innovazione che avanza a ritmo non prevedibile”.