Manovra, misure contro la carenza di medici e abolizione superticket

Roberto Speranza, in visita alla camera ardente del Senatore a Vita Emilio Colombo allestita nella sua abitazione. Roma 25 giugno 2013 ANSA/ANGELO CARCONI

Roma, 17 ottobre – Licenziato “salvo intese” all’alba di ieri, dopo una faticosa seduta notturna del Governo, e quindi trasmesso sul filo di lana all’esame di Bruxelles,  il Documento programmatico di bilancio 2020  che prelude alla manovra di biulancio per il prossimo anno sterilizza le clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020 e introduce misure I(che potrebbero registrare modifiche nel passaggio in Parlamento) in materia di lavoro, fisco, famiglia, pensioni, imprese, Mezzogiorno, detrazioni, contratti e, ovviamente, sanità.

Per quest’ultima trova conferma la cancellazione del cosiddetto superticket, a partire dalla seconda metà del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio. La misura, come è noto,  è stata fortemente voluta dal ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto), deciso a eliminare per quanto possibile tutto ciò che altera o impedisce un corretto ed equo accesso dei cittadini –  in particolare quelli delle categorie più fragili – alle prestazioni del Ssn.

Attualmente, il superticket può arrivare fino a 10 euro sulle visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, a seconda delle Regioni, trattandosi di una misura applicata  a macchia di leopardo: ci sono  Regioni che lo applicano integralmente e altre (come ad esempio l’Emilia Romagna) che invece lo hanno già abolito o lo prevedono in base al reddito o al valore della ricetta. Il superticket si aggiunge al ticket sanitario ordinario (fino a 36 euro) che il Governo vuole rimodulare in un Ddl collegato alla manovra in base ai redditi. La sua eliminazione, come più volte sottolineato da Speranza, “è un fatto sociale che avrà ripercussioni sulla vita delle persone”.

La manovra prevede anche misure di contrasto contro la carenza di medici negli ospedali e nei pronto soccorso, che dovrebbero  essere definite  nel testo della legge di bilancio, ma potrebbero anche essere introdotte come emendamento al decreto scuola e università attualmente all’esame del Parlamento. L’orientamento è quello di procedere ad assunzioni a tempo determinato con dei contratti formazione del valore di 34mila euro l’anno,Di 26mila sotto forma di borsa di studio universitarie (già finanziate) e i restanti ottomila a carico delle aziende sanitarie per un costo stimato in circa 50 milioni.