Manovra, il testo in Aula alla Camera, voto finale il 22 o 23 dicembre

Roma, 20 dicembreParte oggi  in Aula a Montecitorio l’esame del disegno di legge  Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, con la correlata  nota di variazioni.

Sul provvedimento il governo dovrebbe porre già domani  la questione di fiducia, su un maxiemendamento comprensivo delle modifiche approvate in seconda lettura, per poi chiudere la partita in Senato venerdì 22 o al più tardi sabato 23 dicembre.

La Commissione Bilancio, che tra lunedì e martedì ha fatto nottata, lavorando fino alle 4 del mattino, ha approvato circa 65 emendamenti alla manovra, tra i quali spicca per il suo diretto interesse sulla professione farmaceutica quello finalizzato ad avviare la sperimentazione sulla farmacia dei servizi in nove Regioni italiani nel triennio 2018-20 (cfr. RIFday di ieri).

Una misura che ieri ha registrato, tra gli altri, l’apprezzamento della  ministra della Salute Beatrice Lorenzin: “Con questa misura” ha infatti commentato la titolare del dicastero “vengono poste le basi perché possa finalmente diventare realtà la riforma del 2009 che ha previsto che la farmacia, che è un fondamentale presidio sanitario di prossimità, diventi anche il luogo in cui vengono erogati servizi sanitari a favore dei cittadini”.

Tra gli altri emendamenti, merita una segnalazione uno degli ultimi, introdotto dallo stesso relatore del provvedimento, Francesco Boccia (Pd), che prevede che a partire dal 9 febbraio 2019 anche in Italia le confezioni di medicinali destinate alla vendita dovranno uniformarsi al nuovo sistema di “tracciatura europea”, ovvero riportare un numero identificativo univoco, e le case farmaceutiche dovranno avere un sistema di archiviazione dei dati.

L’Italia dunque, nonostante potesse aspettare il 2025 per uniformarsi, decide di anticipare i tempi. L’emendamento di Boccia prevede però che i farmaci prodotti prima del 9 febbraio 2019 potranno essere immessi sul mercato, distribuiti e forniti al pubblico fino alla loro data di scadenza.

Nella relazione illustrativa dell’emendamento si legge che, considerato che il periodo massimo di validità di un medicinale è di 5 anni, e che il bollino attuale potrà essere esposto sulle confezioni fino all’8 febbraio 2019, bisognerà prevedere che i dati di tali confezioni possano essere raccolti, registrati e trasmessi entro l’8 febbraio 2024. Il costo addizionale per i produttori italiani è stimato in 70 milioni di euro aggiuntivi con “conseguente onere per l’erario dato dalla minore entrata Ires di 23 milioni di euro”.