Mandelli: Bene i vaccini in farmacia, ora nuova remunerazione e risorse

Roma, 28 dicembre – Nella Legge di bilancio 2021 ci sono finalmente norme “che tagliano di netto tutti gli alibi all’esclusione dei farmacisti italiani da servizi e prestazioni che in decine di altri Paesi costituiscono da anni la base dell’attività professionale sul territorio, a cominciare dalla partecipazione alle campagne di screening e vaccinali”.

Visualizza immagine di origineAd affermarlo, con comprensibile soddisfazione, è il presidente della Fofi Andrea Mandelli (foto a sinistra), deputato di Forza Italia membro della Commissione Bilancio della Camera,primo firmatario degli emendamenti che prevedono la possibilità per il farmacista di eseguire direttamente il prelievo di sangue capillare, indispensabile per l’esecuzione dei test di prima istanza, l’esecuzione di test sierologici e tamponi rapidi su tutto il territorio nazionale e la possibilità di praticare vaccinazioni in farmacia, con la supervisione del medico.

Si tratta di norme che superano “disposizioni di legge anacronistiche, che in alcuni casi fanno rifermento addirittura a decreti del Regno d’Italia”, spiega Mandelli, a vantaggio in primo luogo dei cittadini, “come dimostra l’esperienza delle Regioni, come il Lazio e l’Emilia Romagna, che già hanno attivato alcune di queste prestazioni nel loro territorio”.

Non era pensabile che il nostro Paese potesse affrontare un’impresa titanica, come vaccinare contro il nuovo coronavirus decine di milioni di abitanti, senza nemmeno darsi la possibilità di mobilitare tutte le risorse del servizio sanitario” aggiunge il presidente della Fofi, con un esplicito riferimento ai “60.000 farmacisti di comunità, che anche durante il lockdown hanno garantito al meglio l’assistenza senza interruzioni, senza indietreggiare mai”.

A questo passi fondamentali “tanto per la professione quanto per la tutela della salute” debbono subito seguirne altri, afferma Mandelli, a partire da “un serio investimento sulla farmacia italiana, per mettere a regime la ‘farmacia dei servizi’, ora in sperimentazione, e dare il via a un nuovo modello di remunerazione”. Investimento, conclude il presidente della Fofi, “che è fondamentale anche per le decine di migliaia di colleghi collaboratori che attendono da anni il rinnovo di un contratto per il quale ora non ci sono risorse. E torniamo a chiedere al Ministro della Salute e al Governo provvedimenti significativi in tempi brevi”.