Mandelli candidato alla Camera, lasciano D’Ambrosio e Crimi

Roma, 31 gennaio –  Andrea Mandelli, presidente della Fofi e senatore uscente di Forza Italia, sarà ancora candidato al Parlamento in occasione delle prossime elezioni politiche del 4 marzo. Mandelli, che nella passata legislatura è stato vicepresidente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama, si trasferirà però a Montecitorio, in caso di rielezione, che appare scontata: è infatti candidato al collegio uninominale Lombardia 1 – 01 Monza. Ma il presidente della Fofi potrà anche contare sul cosiddetto “paracadute”, essendo inserito come capolista nel collegio plurinominale proporzionale di Seregno.

Con la nuova legge elettorale, come è noto, nei collegi uninominali si gioca una sfida “uno contro uno” tra i nomi di peso delle varie liste e, per sicuri che possano apparire i collegi in sede di previsione, esiste sempre la possibilità, anche solo teorica, che possa prevalere il candidato di un altro schieramento politico. Da qui il meccanismo di protezione (il  “paracadute”, appunto, ovvero la candidatura anche in un collegio proporzionale in posizione di testa) al quale tutti i partiti ricorrono per tutelare i candidati dei quali vogliono garantirsi la presenza nel prossimo parlamento.

Dopo due legislature, finisce invece l’avventura in Parlamento di Luigi D’Ambrosio Lettieri, senatore dal 2008, poi riconfermato nel 2013 sempre nelle file del Centrodestra, impegnato nella Commissione Igiene e sanità di Palazzo Madama, della quale è stato anche segretario dal 2008 al 2013.  In una nota diramata ieri, il vicepresidente della Fofi ha annunciato la sua decisione di non candidarsi alle politiche del 4 marzo, assicurando però di voler proseguire la sua attività politica, con rigore e serietà,  “soprattutto sino al 4 marzo, sostenendo l’obiettivo di un centrodestra unito e vincente, il programma di governo sottoscritto da Raffaele Fitto e gli amici che si sono candidati”.

D’Ambrosio Lettieri chiude la nota  ringraziando “tutti coloro, e sono davvero tanti, che in queste ore mi stanno sommergendo di affetto e di attestazioni di stima che mi rendono particolarmente orgoglioso”.

Fine della corsa anche per un farmacista parlamentare di lunghissimo corso, Rocco Crimi,

che esordì a Montecitorio nella XII legislatura nelle file dell’allora Popolo delle Libertà ed è stato sempre confermato nelle legislature successive. Membro del Comitato di presidenza di Forza Italia, Crimi si è a lungo occupato dell’amministrazione del partito di Berlusconi, arrivando anche a rivestire incarichi di governo nella XVI legislatura, come sottosegretario di stato alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport.