Malaria, isolati nuovi anticorpi in grado
di bloccare la malattia

Roma, 22 marzoLa scoperta arriva dalla Svizzera e potrebbe rappresentare una svolta significativa nella lotta alla malaria. Un’equipe dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina (Irb) di Bellinzona, affiliato all’Università della Svizzera italiana, è riuscito a isolare un nuovo tipo di anticorpi che bloccano il parassita della malaria nella fase iniziale dell’infezione, ancor prima che l’infezione arrivi al fegato, conferendo un’immunità sterilizzante.

L’esito delle loro ricerche, pubblicato sull’ultimo numero di Nature Medicine, è riportato in un ampio resoconto sul sito dello stesso Irb, che spiega l’azione dei nuovi anticorpi individuati dallo studio svizzero, capaci di legarsi alla superficie degli sporozoiti, i parassiti che provocano la malaria.

Una porzione della proteina di superficie degli sporozoiti (Csp) è alla base dell’attuale vaccino (Rts,S) che purtroppo ha solo una modesta efficacia nel prevenire l’infezione. Per questo motivo sono stati testati vaccini sperimentali basati su parassiti interi attenuati.

Il team svizzero ha isolato una serie di anticorpi monoclonali da individui che sono risultati protetti da uno di questi vaccini sperimentali (vaccino Sanaria PfSPZ) e ha scoperto che gli anticorpi più efficaci riconoscono una porzione della proteina di superficie degli sporozoiti che non era stata inclusa nell’attuale vaccino Rts,S.

Ulteriori test effettuati a Seattle hanno confermato che questi anticorpi sono molto potenti nel prevenire l’infezione da malaria. Lo studio dell’Irb ha quindi identificato una nuova regione della proteina di superficie del parassita, essenziale per indurre potenti anticorpi neutralizzanti e che può quindi essere sfruttata per produrre un vaccino di seconda generazione contro la malaria.

Il parassita Plasmodium falciparum, che causa la forma più grave della malattia, provoca circa 400 mila  morti all’anno nel mondo. La zanzara anofele, vettore principale di trasmissione degli sporozoiti, ne inietta un piccolo numero che raggiunge il fegato e provoca una grave infezione dei globuli rossi.

Ora, si apre la prospettiva di un vaccino in grado di bloccare l’infezione sul nascere e, quindi potenzialmente in grado di debellare la malaria. “La scoperta di questi anticorpi suggerisce che questo obiettivo è a portata di mano” afferma Antonio Lanzavecchia, direttore dell’Irb e coordinatore dello studio. “Questo è stato un lavoro di squadra avviato da un team svizzero con competenze nella biologia degli anticorpi e negli studi clinici. Il nostro obiettivo ora è produrre un vaccino in grado di indurre questi potenti anticorpi neutralizzanti.”