Magrini: “Covid-19, per un farmaco serviranno almeno 2 anni”

Roma, 27 marzo – Il farmaco contro Covid-19? Per ora il rimedio di gran lunga migliore e più efficace sono le misure di distanziamento sociale, sintetizzate in Italia con l’efficace hashtag #iorestoacasa. A significare che, almeno al momento, di farmaci anti-Covid-19 non ce ne sono e la cura migliore resta la prevenzione. A confermarlo è stato proprio Nicola Magrini (nella foto), direttore dell’Aifa, l’agenzia nazionale dei farmaci, nel corso di un’intervista rilasciata ieri a Radio Capital.

Tre i punti chiavi toccati da Magrini nel corso di una chiacchierata che ha ovviamente ruotato intorno a Covid-19. Il primo è la decisione di concedere ai medici di base l’opportunità di prescrivere ai loro pazienti, in caso di positività al test,  alcuni tipi di medicinali. “A breve libereremo la possibilità per i medici di famiglia di prescrivere farmaci anti-Aids per il trattamento del Covid-19” ha affermato il DG Aifa, che ha mantenuto invece un profilo di maggior cautela per altri prodotti: “Per altri farmaci, come l’antimalarico clorochina – ha detto – ci sono invece ‘rischi’ ed è necessaria cautela rispetto ad un uso di massa”.

Magrini ha quindi definito il coronavirus “un brutto virus ma non bruttissimo, perché Sars e Mers avevano una mortalità molto più  elevata. Questo è più grave, come profilo, dell’influenza stagionale, ma non è il virus del terrore che si vede in alcune trasmissioni, che lo profilano con audio da fine del mondo e immagini in bianco e nero”.

“Sicuramente non siamo fuori dalla crisi emergenziale che ha sconvolto i nostri ospedali, però i numeri parlano chiaro, e parlano di una decrescita dei nuovi casi” ha poi aggiunto il DG dell’Aifa. “Insomma, è evidente un cambiamento di direzione. Questo è di fondamentale importanza, perché riflette i modelli e i grafici che, forse, se fossero stati un po’ più’ spiegati e condivisi avremmo evitato di parlare di andamento esponenziale per diverse settimane. Quindi, buoni dati”».

Inevitabile il riferimento finale ai farmaci: quando arriverà il tanto atteso rimedio contro lo spauracchio Covid? I tempi previsti per la sperimentazione del primo farmaco anti-Sars-CoV-2 sono in realtà ancora lunghi, spiega Magrini: “Il processo di scoperta e validazione di un farmaco è lungo, almeno di un paio d’anni. Pensiamo al nuovo monoclonale scoperto dagli olandesi di cui si parlava la settimana scorsa: loro non inizieranno la sperimentazione sull’uomo prima di un anno e i dati definitivi non ci saranno prima di 24-28 mesi” ha concluso il direttore dell’Aifa, non senza ricordare che “di sperimentazioni in atto di farmaci già noti ce ne sono diverse”.