Lorenzin: Ritardi inaccettabili, ma poche speranze per ricorsi Ema

Roma, 2 febbraio – Doveroso essere chiari: le possibilità che i ricorsi italiani vengano accolti in sede europea, riaprendo così la partita dell’assegnazione delle sede Ema e rimettendo in pista Milano, “non sono molte”.

A riconoscerlo, in un’intervista concessa ieri a Sanità 24, nella quale traccia li bilancio dei suoi cinque anni alla guida del dicastero, è la ministra della Salute Beatrice Lorenzin (nella foto).

“Conosciamo le procedure di Bruxelles e sappiamo come sia difficile smontare un’operazione del genere” ha dichiarato Lorenzin, candidata alle prossime elezioni con la sua lista  Civica popolare (con la quale corre nel collegio uninominale di Modena).

Lorenzin, però insiste sulla gravità degli elementi a carico di Amsterdam, che si è aggiudicata l’assegnazione della sede dell’agenzia regolatoria comunitaria per sorteggio dopo uno strenuo braccio di ferro con Milano, la candidata in possesso del miglior dossier.

Per la ministra, non c’è soltanto “il mancato rispetto dei tempi di consegna dell’immobile, che comunque rischia di compromettere l’operabilità dell’agenzia, ma anche il mancato rispetto dell’offerta economica, di ben 100 euro in più al metro quadrato, con una spesa aggiuntiva per Ema superiore per più di 7.534.000 euro in tre anni. L’Agenzia italiana del farmaco ha sottolineato come questo sia inaccettabile” .

“Questi due elementi costituiscono un fatto grave” sottolinea la titolare della Salute “non solo rispetto all’Italia, ma anche verso tutti gli altri Paesi membri che hanno stabilito delle regole d’ingaggio poi non accettate. Tutto ciò non può passare come se nulla fosse, dal punto di vista giuridico e, soprattutto, da quello politico”.

Sulla questione è intervenuto, sempre ieri, anche il presidene del Veneto Luca Zaia, secondo il quale  serve “un’azione tonica e forte sotto il profilo della legalità” rispetto alla decisione che ha assegnato la nuova sede dell’Ema a Amsterdam, ma occorre anche”insistere sull’Europa affinché prenda una posizione”.
“Quello che sta accadendo è imbarazzante” ha affermato il presidente veneto  a margine della riunione plenaria del Comitato europeo delle Regioni. “Tifo perché l’Ema venga in Italia e venga in Lombardia” ha detto ancora Zaia, per poi sottolineare che  “se i ruoli fossero invertiti,l’Italia sarebbe già stata massacrata. Visto e considerato che ora tocca all’Olanda, è bene che qualcuno vada a dire a questi signori che l’Ema deve arrivare a Milano”.