Liste d’attesa Ssn in aumento e così il privato “straccia” il pubblico

Roma, 20 marzo – Sempre più lunghi i tempi di attesa per effettuare visite mediche nella sanità pubblica, con una media di 65 giorni, a fronte di un’offerta privata ben più rapida, circa 7 giorni di attesa per una visita, e costi sempre meno distanti tra pubblico e privato.

È quanto emerge dallo studio Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali, condotto da Crea, commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi comuni, che prende a riferimento un arco temporale che va dal 2014 al 2017.

L’indagine è stata effettuata su un campione di oltre 26 milioni di utenti, pari al 44% degli italiani ed è stata condotta sull’intera popolazione residente di quattro importanti Regioni del Paese  (Lombardia, Veneto, Lazio e Campania)  prendendo in considerazione esclusivamente le prestazioni mediche (11) senza esplicita indicazione di urgenza.

Il primo dato evidente, relativo all’anno 2017, è che i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica in regime di Servizio sanitario nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 65 giorni nel pubblico a fronte di sei nell’intramoenia, sette nel privato e 32 nel  privato convenzionato.

Più in dettaglio, nel sistema pubblico si registrano attese che vanno dai 22,6 giorni per una Rx articolare a 96,2 per una colonscopia. Le attese per le stesse prestazioni quasi si azzerano in intramoenia (dove bastano 4,4 per la Rx articolare  e 6,7 per la colonscopia e nel privato a pagamento (3,3 e 10,2 giorni di attesa per le due prestazioni), scendendo a livelli “umani” anche nel privato convenzionato (rispettivamente 8,6 e 46,5 giorni).

Lo studio Crea-Fp Cgil fornisce anche il “grafico della febbre” dei tempi di attesa nell’arco degli anni, registrando come la situazione sia progressivamente peggiorata.  Una visita oculistica nel pubblico richiedeva infatti nel 2014 circa 61 giorni a fronte degli attuali 88 (+26 giorni in 3 anni) mentre nel privato a pagamento, sempre lo scorso anno, si registravano soli 6 giorni di attesa. La stessa visita oculistica condotta in intramoenia, per la cronaca,  lo scorso anno richiedeva sette  giorni di attesa, che salgono a 55 nel privato convenzionato.

 “Emerge dunque con evidenza come il privato – si legge nel rapporto – riduca drasticamente i tempi di attesa per prestazioni mediche e come anche il privato convenzionato garantisca un servizio notevolmente più rapido a quello del sistema pubblico degli ultimi anni”.

L’indagine ha analizzato anche i costi per le visite mediche sostenuti dai pazienti. “La spesa dei cittadini per prestazioni in intramoenia e a pagamento risultano abbastanza consistenti” osserva lo studio “ma in tanti casi non molto distanti dal costo del ticket pagato nelle strutture pubbliche e private accreditate”.

Un lancio di Adn Kronos evidenzia l’esempio simbolico delle visite oculistiche. Se si opta per il privato, la ricerca ha stabilito come nel 2017 si siano spesi circa 97 euro, a fronte dei 98 in intramoenia. Lo stesso vale per la visita ortopedica, che nel privato ha un costo di circa 103 euro contro i 106 dell’intramoenia.

“Solo con più occupazione e con un potenzialmente della sanità pubblica si possono cambiare i dati negativi emersi dal report”  ha sottolineato Serena Sorrentino, segreteria generale della Funzione pubblica Cgil.  “Un modello positivo da seguire può essere l’Emilia Romagna dove sono riusciti a ridurre le liste d’attesa. Occorre invertire la rotta del definanziamento del Ssn e garantire un adeguato livello occupazionale attraverso un piano di assunzioni”.

Secondo la Fp Cgil, “la sanità privata fa riferimento all’offerta pubblica per calibrare la propria e rendersi competitiva, puntando sul rapporto qualità-prezzo e dunque accorciando notevolmente, con prezzi di poco superiori al ticket, i tempi di attesa”.

Il sindacato rimarca poi come “la sanità privata ha trovato un suo specifico posizionamento derivante dalle inefficienti del pubblico” e “il Ssn continua ad arretrare soccombendo al privato”.