LegitSript, nel 2016 bloccati o sospesi sul web 20 mila siti di farmacie-canaglia

Roma, 2 maggio – Si stringono le maglie della rete di sicurezza contro i siti-canaglia che vendono illegalmente farmaci sul web, grazie a una sempre maggiore attenzione e severità delle autorità che consentono la registrazione e l’autorizzazione a operare on line.
A darne notizia è LegitScript, la società statunitense che monitora l’attività di 537.722 siti web con attività commerciali nel mondo (81.940 dei quali vendono farmaci), con un articolo pubblicato qualche giorno fa sul suo sito.

I buoni risultati conseguiti lo scorso anno, grazie anche a una crescente cooperazione su scala internazionale, con  la sospensione di più di 20 mila domini internet sui quali operavano farmacie illegali, sono stati confermati anche in questo primo scorcio del 2017: nel solo primo trimestre dell’anno, infatti, la pesca a strascico nell’oceano del web di rogue pharmacies ha prodotto il blocco di altri 6000 siti-canaglia.
Ma i criminali che lucrano sulla salute delle persone su scala planetaria, ovviamente, non sembrano davvero avere intenzione di rinunciare al loro business e, ben sapendo di essere nel mirino di controlli incrociati, cercano alternative nelle zone d’ombra del web, sfruttando provider ancora non “attenzionati” dai sistemi e dalle autorità di controllo. Al riguardo, Legit Script cita l’esempio di due società operanti in Turchia (la Nics Telekomünikasyon Tic Ltd. Şti) e in Indonesia (CV. Jogjacamp).

In ogni caso, LegitScript esprime soddisfazione per i risultati ottenuti fin qui e fiducia per il futuro: la fitta rete di collaborazioni su scala internazionale (la stessa Aifa, la nostra agenzia regolatoria, da sempre tra le più attive su scala internazionale nella lotta ai traffici illegali di farmaci sul web, ha stipulato da anni un memorandum di intesa con la società USA) consente infatti di mettere in campo un arsenale di misure di contrasto alle rogue pharmacies, che oltre alla sospensione e chiusura dei siti, comprende collaborazioni sia con fornitori di servizi di pagamento per il controllo di dati e informazioni, sia con i principali motori di ricerca e le piattaforme leader nell’e-commerce finalizzate a individuare i bad players e proteggere la sicurezza pubblica.

Un insieme di attività e iniziative, spiega LogitScript, che consente di disporre di milioni di dati sul fenomeno dei traffici illegali di farmaci sul web  e di avere “un punto di vista unico e panoramico che permette di restare sempre un passo avanti rispetto ai cyber-criminali e rimanere all’avanguardia rispetto alle principali tendenze del settore”.

Tra i dati positivi segnalati da LegitScript c’è quello della consapevolezza e sensibilità sul problema diffusa ormai a livello internazionale, con le stesse autorità di registrazione dei siti che (nella maggior parte dei casi)  “scelgono di proteggere la salute pubblica e di promuovere la sicurezza dei siti internet sospendendo le farmacie che operano illegalmente abusando dei loro servizi di dominio. Un paio di recenti esempi di nuove collaborazioni positive sono con AsiaRegister (Hong Kong) e CommuniGal Communication Ltd. (Israele)”, si legge ancora nell’articolo, che rendiamo disponibile pubblicano il link qui sotto.

I numeri concernenti l’attività di LegitScript erano già stati oggetto, in passato, dell’attenta valutazione, in chiave italiana, da parte di Aifa, e segnatamente del direttore dell’Ufficio Qualità e Unità di prevenzione della contraffazione Domenico Di Giorgio.  Secondo il quale i dati resi noti dalla società statunitense meritano il massimo interesse perché evidenziano anche un’altra pericolosa evoluzione del fenomeno della vendita illegale sul web, “dove le e-pharmacies illegali” spiegava Di Giorgio “diventano soltanto una delle interfaccia verso la clientela italiana”.

“La crescita dell’uso dei social network come canale di promozione di vendite ‘business to custode’, già raccontata a ottobre nell’ambito del progetto Fakeshare, e oggetto di ulteriori ricerche di approfondimento da parte di Aifa in via di pubblicazione” aggiungeva Di Giorgio “sta assumendo un’importanza crescente, soprattutto per quanto riguarda la diffusione illegale di  farmaci innovativi e ad alto costo, per i quali il contatto con un numero limitato di clienti singoli è già sufficiente a sostenere il modello di business.”