Legge bilancio, arrivo in Senato tra le polemiche: “La sanità è assente”

Roma, 31 ottobre  – Legge di bilancio 2018, pronti via: il testo del provvedimento è arrivato nella mattinata di ieri in Commissione Bilancio del Senato, per iniziare il suo percorso parlamentare, che – nella cornice dell’ormai prossima fine della legislatura e delle elezioni politiche di primavera –  si annuncia molto “vivace” e contrastato, almeno sul piano delle polemiche, fondate o strumentali che siano.

In verità, il fuoco incrociato sulla manovra, che nell’edizione di quest’anno è singolarmente avara di attenzioni e indicazioni sulla sanità, è già partito. E, proprio riguardo alla sanità, con un’accusa classica, già avanzata da più parti: lo stanziamento di risorse insufficienti.

Basterà citare per tutte, sul punto, la pesante contestazione lanciata da Anaao Assomed, il sindacato dei dirigenti medici, che lamenta come il previsto incremento nominale del Fsn (un miliardo) in termini reali si riduca a soli 400 milioni, “senza un finanziamento ad hoc per contratti e convenzioni bloccati da 8 anni e senza le ventilate soluzioni per i precari della ricerca”.

Manca infatti una norma che preveda fondi espressamente dedicati: per i dipendenti del Ssn e per i medici convenzionati gli oneri saranno dunque a carico del Fsn e quindi delle Regioni. Il che, ovviamente, mette a fortissimo rischio il rinnovo dei contratti di lavoro della sanità e degli accordi convenzionali, atteso che le Regioni – come ha già sottolineato il presidente del Comitato di settore Sanità delle Regioni Massimo Garavaglia  – in assenza di un rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale si troveranno nell’assoluta impossibilità di stipularli.

Poche, si diceva, le misure sulla sanità, anche se in buona parte concentrate proprio sul settore del farmaco. Confermando quanto già noto (cfr. RIFday del 18 ottobre), la Legge di bilancio 2018 prova infatti a chiudere definitivamente la partita del payback farmaceutico, con l’obiettivo di risolvere i contenziosi ancora aperti con le aziende.

Allo scopo, il provvedimento (art. 41)  stabilisce le modalità per il pay back del 2016 e prevede di chiudere i contenziosi dal 2013 al 2015 ancora pendenti entro il termine del 31 dicembre 2017, con un’apposita determina dell’Aifa che sarà poi oggetto di un decreto Mef. L’obiettivo è in primo luogo quello di consentire alle Regioni di incassare, così come prevedono le norme ancora vigenti, le somme loro spettanti versate dalle aziende farmaceutiche a titolo di pay back.
L’articolo prevede anche l’avvio del monitoraggio degli effetti dell’utilizzo dei farmaci innovativi e innovativi oncologici, anche al fine di verificare la congruità dell’erogazione delle risorse destinate dai due fondi appositi. In via sperimentale per il triennio 2018-2020, il monitoraggio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sarà effettuato dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea, su una o più aree terapeutiche, e sarà svolto sulla base dei dati di real world evidence e delle informazioni ricavate dai Registri dei farmaci innovativi e innovativi oncologici sottoposti al monitoraggio Aifa.
L’esito del monitoraggio, ferma restando la cornice finanziaria vigente per il Ssn, dovrà consentire una migliore assegnazione delle risorse programmate per il Ssn, comprendendo anche la valutazione della congruità dei fondi per i farmaci innovativi e per i farmaci innovativi oncologici.