Lea, Toscana prima della classe, bocciate cinque Regioni (tutte del Sud)

Roma, 13 ottobre  – Sono cinque le Regioni in cui non si raggiunge la “soglia minima” delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario, ovvero dei Livelli essenziali di assistenza. Si tratta di Molise, Puglia, Sicilia, Campania e Calabria, tutte in piano di rientro o commissariate. L’ennesima e certamente non necessaria dimostrazione che la qualità della sanità, in Italia, è una variabile dipendente in primo luogo dalle Regioni arriva dal Monitoraggio dei Lea attraverso la Griglia Lea – Metodologia e risultati dell’anno 2015, elaborato dalla Direzione generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, documento che analizza la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini l’erogazione dell’assistenza secondo standard di appropriatezza e qualità.

La Griglia Lea 2015 si compone di 35 indicatori, ripartiti tra l’attività di prevenzione collettiva e sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera erogate dalle Regioni e consente di individuare per le singole realtà regionali sia le aree di criticità in cui si ritiene compromessa un’adeguata erogazione dei livelli essenziali di assistenza, sia di evidenziare i punti di forza dell’assistenza sanitaria erogata.

Dal monitoraggio relativo al 2015, come già anticipato, risultano adempienti la maggior parte delle Regioni, ad esclusione delle cinque (tutte del Sud) già ricordate in premessa: Molise, Puglia, Sicilia, Campania e Calabria, classificate come  “inadempienti” (la soglia dell’inadempienza è rappresentata da un punteggio inferiore a 140 o compreso tra 140 – 160 con almeno un indicatore critico) dovranno superare le criticità rilevate su alcune aree dell’assistenza tra cui, in particolar modo, quelle delle vaccinazioni, degli screening, dell’assistenza agli anziani ed ai disabili, dell’appropriatezza nell’assistenza ospedaliera.

Analizzando il trend 2012-2015 relativamente ai punteggi della Griglia Lea, emerge che nel periodo considerato è variato il numero di Regioni “adempienti” (10 nel 2012, 9 nel 2013, 13 nel 2014, 11 nel 2015). Tra le Regioni virtuose, si segnala, in particolare, la conferma di Toscana, Emilia Romagna e Piemonte su punteggi pari o superiori a 200 insieme al Veneto, il netto miglioramento di Abruzzo e Calabria e il peggioramento di Campania, Puglia e Sicilia rispetto ai punteggi rilevati nella verifica relativa al 2014.

Anche nel 2015 si conferma l’importante variabilità, geografica e temporale, nell’erogazione dei Lea sia all’interno della stessa Regione che tra le diverse Regioni. Per quanto riguarda il livello della prevenzione, la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Hib) risulta totalmente raggiunta in Lazio, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sardegna mentre nella P.A. di Bolzano, in Friuli V.G. , Veneto e Campania si registrano bassi livelli di copertura.

In tendenziale e generalizzata diminuzione risulta la copertura vaccinale per una dose di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia dove tutte le Regioni registrano una copertura al di sotto del valore di riferimento, mentre, la copertura vaccinale antinfluenzale nell’anziano registra un lieve incremento nella maggior parte delle Regioni, seppur costantemente al di sotto del livello soglia.

L’attività di screening dimostra, invece, un elevato gradiente tra le Regioni centro-settentrionali e quelle meridionali; in quest’ultime non si denotano miglioramenti nel trend 2010-2015 e i valori dell’indicatore di monitoraggio sono al di sotto del parametro di riferimento.

Per l’assistenza ospedaliera, si conferma il trend in diminuzione dei ricoveri ospedalieri per tutte le Regioni e il tendenziale miglioramento dell’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera riscontrabile, in particolare, nella diminuzione dei ricoveri attribuiti a Drg ad alto rischio di inappropriatezza. Ancora elevata, invece, la percentuale di parti cesarei primari, con valori ben oltre i parametri di riferimento specialmente in Campania. In tendenziale aumento risulta la percentuale di pazienti con frattura del femore operati entro 2 giorni, anche nelle Regioni meridionali che, tuttavia, si attestano ancora su valori inferiori al parametro di riferimento.

Relativamente all’assistenza territoriale, si evidenziano delle criticità relativamente alla presa in carico dei soggetti anziani nelle strutture residenziali, in particolar modo nelle Regioni meridionali, dove l’offerta di posti letto è carente. Per quanto riguarda l’ospedalizzazione in età pediatrica per asma e gastroenterite, si riscontrano valori, in particolare nelle Regioni meridionali, al di sopra del valore di riferimento.