Lazio, varata determina per l’esecuzione di test anti-Covid in farmacia

Roma, 9 novembre – Con una determinazione del 6 novembre scorso, la Regione Lazio ha reso operativo l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria delle farmacie convenzionate per l’esecuzione di test diagnostici rapidi per individuare i contagi da Sars CoV-2. Anche la Regione presieduta da Nicola Zingaretti si incammina dunque nella breccia aperta da Emilia Romagna e Provincia autonoma di Trento, seguite più recentemente dall’Umbria.

L’accordo, fondato sull’assunto dell’utilità di questo tipo di test, che ancorché non forniscano una risposta definitiva sulla presenza o meno del coronavirus, rappresentano in ogni caso  “un valido strumento  per effettuare indagini sierologiche ed epidemiologiche su ampie parti della popolazione al fine di orientare strategie e misure per il controllo della pandemia”, prevede appunto che le farmacie convenzionate della Regione Lazio possano avviare l’esecuzione di “test mirati a rilevare la presenza di anticorpi Ig e Im e del tampone antigenico rapido per la rilevazione di antigene Sars CoV-2 da parte dei cittadini, su base volontaria, presso le farmacie convenzionate”.

Le farmacie che, su base volontaria, aderiranno all’accordo dovranno darne comunicazione tramite posta elettronica al competente servizio farmaceutico territoriale e, per conoscenza, alla Regione Lazio, Area Farmaci. L’esecuzione del test sierologico in farmacia avverrà su  appuntamento, nel rispetto delle norme previste per impedire la diffusione del coronavirus. Le farmacie potranno effettuare i test anche con il supporto di personale sanitari. L’approvvigionamento dei test sierologici/antigenici rapidi da parte delle farmacie convenzionate avverrà tramite una o più aziende produttrici eventualmente individuate dalle associazioni di categoria delle farmacie pubbliche e private, “che cureranno l’acquisto dei dispositivi medico-diagnostici alle migliori condizioni di mercato”.

Sia i  test sierologici per la diagnosi capillare sia i test per l’individuazione qualitativa dell’antigene devono rispondere alle norme e alle caratteristiche previste nel rapporto Iss  n. 28/2020 Dispositivi diagnostici in vitro per Covid-19.

L’esecuzione del test sierologico avverrà con oneri a carico del cittadino, con un prezzo che non potrà superare la cifra di 20 euro, comprensiva di tutto il materiale di consumo idoneo  per la realizzazione del test stesso. Prezzo concordato anche per il test antigenico, sempre a carico del cittadino: materiali inclusi, non potrà superare la cifra di 22 euro.

La determinazione della Regione si sofferma anche sugli aspetti tecnici relativi alla realizzazione del progetto di screening, precisando che l’attività sarà svolta su prenotazione all’interno della farmacia in spazio separato da quelli dedicati all’accoglienza dell’utenza e alla vendita, “possibilmente munito di percorsi dedicati in via esclusiva all’ingresso e all’uscita dei pazienti che intendono effettuare il test, opportunamente arieggiato in modo da garantire un costante ricircolo dell’aria, eventualmente anche mediante l’uso di apposito impianto di areazione”.

Se la farmacia è sprovvista di un ambiente dedicato, potrà effettuare il tampone durante l’orario di chiusura dell’esercizio o, in alternativa, in ambiente esterno e adiacente alla farmacia, anche su suolo pubblico (gazebo, camper eccetera), “con modalità di esecuzione che garantiscano gli indispensabili parametri di sicurezza per l’utenza, per il personale sanitario dedicato all’esecuzione dei test e per il personale della farmacia, anche valutando l’opportunità di installare barriere in plexiglass opportunamente adattate (anche con fori/feritoie) che garantiscano la separazione fisica tra il personale incaricato dell’esecuzione del test e l’utente che intende sottoporsi al test”.

Ancora, la farmacia potrà anche organizzare il servizio domiciliare per l’effettuazione di entrambi i tipi di test rapido, il sierologico e l’antigenico. Il documento si diffonde quindi in dettaglio su ulteriori specifiche tecniche (mascherine da usare durante i test da chi lo esegue, protezioni obbligatorie – mascherine, camici, guanti e protezione per gli occhi – per chi lo effettua, misurazione della temperatura corporea, sanificazione delle mani, eccetera) e indica le modalità di consegna dei referti,  che dovrà avvenire al di fuori dei locali della farmacia o, su richiesta, sulla casella di posta elettronica indicata dall’utente, nel rispetto della normativa sulla privacy. Il farmacista è anche tenuto a inserire i dati relativi all’utente e il risultato del test nel modulo predisposto dalla Regione a cui le farmacie accederanno tramite credenziali fornite dalla stessa Regione Lazio.

C’è anche un’indicazione relativa ai rifiuti sanitari, che devono essere smaltiti correttamente  negli appositi contenitori gialli per rifiuti sanitari pericolosi, presenti in farmacia per lo smaltimento di taglienti o similari.

In caso di positività al test eseguito in farmacia, sia esso sierologico o antigenico, l’utente si dovrà sottoporre a tampone molecolare di conferma, e pertanto andrà rinviato al drive in con ricetta dematerializzata del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta. Il farmacista dovrà comunicare tempestivamente al Servizio di Igiene e sanità pubblica (Sisp) della Asl competente gli esiti positivi.

La farmacia è anche tenuta a produrre su modulistica predefinita dalla Regione Lazio l’esito del test rapido, anche se negativo, stampandolo e consegnandolo oppure trasmettendolo all’assistito.

Il farmacista è anche tenuto a “conferire all’utente le stesse informazioni definite dalla Regione Lazio e non è autorizzato a dare ulteriori istruzioni”.

L’ultima parte della determinazione è dedicata a un puntiglioso remind di tutte le norme di sicurezza per i lavoratori che, anche ai sensi delle norme emergenziali per il contenimento della diffusione del coronavirus, devono essere scrupolosamente osservate nell’esecuzione dei test rapidi in farmacia, per le quali rimandiamo direttamente alle pagine finali del documento.

 

♦ La determinazione della Regione Lazio con l’accordo con le farmacie per l’esecuzione di test rapidi anti-Covid