Indagine sierologica, nel Lazio positivi 5 farmacisti su 125 (4%)

Roma, 16 maggio – Su 125 farmacisti sottoposti al test sierologico, cinque sono risultati positivi al coronavirus. Questo il risultato degli esami nel territorio della Asl Roma 2, e reso pubblico oggi dalla Regione Lazio diramato per  aggiornare i cittadini sulla situazione relativa al coronavirus nel territorio regionale.

I cinque farmacisti positivi al test sierologico sono adesso in attesa di tampone, come da protocollo. Si tratta di un primo dato parziale, che nella categoria (tra le più esposte al contatto con il pubblico) segna per ora una percentuale di contagio al 4%. Secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato (nella foto) prima dell’11 maggio, data in cui si è iniziato a effettuare i test, il tasso atteso di circolazione del coronavirus nel Lazio è “intorno al 3%”.

Quello della Asl Roma 2 è ovviamente un primo dato parziale sulla circolazione del virus tra i farmacisti a Roma e non è detto che nei prossimi giorni non possa scendere. Si tratta di una percentuale bassa, ma superiore a quella attesa dalla Regione Lazio. I farmacisti sono una delle categorie più a contatto con i cittadini, soprattutto anziani e con problemi di salute. Sin dall’inizio della pandemia hanno richiesto di essere trattati alla stregua del personale sanitario, e ricevere in dotazione i meccanismi di protezione individuali proprio come negli ospedali.

La campagna di test sierologici, “la più grande indagine di sieroprevalenza mai condotta in Italia”, secondo quanto afferma la Regione,  è cominciata l’11 maggio e sarà effettuata su 300mila tra operatori sanitari (inclusi medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, farmacisti e operatori delle strutture private accreditate e anche coloro che si occupano della pulizia, dei servizi, anche esternalizzati, e gli operatori delle Rsa) e forze dell’ordine.

Chi dovesse risultare positivo al test, che evidenzia se si è stati infettati dal virus in passato, dovrà contattare il proprio medico e recarsi con ricetta e codice fiscale a uno dei drive in dove si effettuano i tamponi, unico strumento in grado di determinare se si è ancora positivi o meno al coronavirus.