Cisl Medici a Regione: “Compensare anche il disagio dei farmacisti”

Roma, 15 aprile – Sono complessivamente 36 i milioni di euro che, a seguito dell’accordo sottoscritto l’11 aprile scorso tra Regione Lazio e organizzazioni sindacali, saranno destinati a compensare il disagio e l’impegno del personale per fare fronte all’emergenza Covid, guardando  soprattutto a coloro che operano a diretto contatto con i pazienti. La Regione si è data poco meno di due settimane di tempo, fino al 24 aprile, per  provvedere a definire nel dettaglio le categorie professionali ricomprese nella fascia A e B alle quali destinare il finanziamento.

Ed è nelle more di questa importante decisione che Luciano Cifaldi, segretario della Cisl Medici Lazio, e Benedetto Magliozzi, segretario della Cisl Medici di Roma Capitale/Rieti, hanno diramato un comunicato stampa nel quale rendono pubbliche le loro richieste all’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.

“La Cisl Medici chiede all’assessore alla Sanità del Lazio che vengano ricompresi anche i medici che sono venuti a contatto con malati Covid nei reparti dove prestano servizio o attività di consulenza” scrivono i due medici sindacalisti che, subito dopo, avanzano l’istanza di maggior rilievo per i lettori del nostro giornale, evidenziando che  “sono meritevoli di riconoscimento  anche i farmacisti che non lavorano in strutture Covid, perché fino a pochi giorni fa le attività erano indifferenziate. La trasformazione in ospedali Covid è potuta avvenire anche perché molte delle attività di assistenza ordinaria sono state trasferite in ospedali non Covid che dunque a loro volta oggi supportano indirettamente l’emergenza Covid e lo fanno in chiara carenza di personale”. La carenza di personale farmacista, ricordano Cifaldi e Magliozzi, era stata formalmente rappresentata all’Assessorato alla Sanità e alla Direzione Salute della Regione con una e-mail Pec inviata lo scorso 25 marzo,  con la quale la Cisl Medici “evidenziava le criticità riscontrate nei servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali“.

Premiare anche l’impegno dei farmacisti, dunque, rappresenterebbe ad avviso del sindacato un importante segnale, da parte dell’Assessore, sul tema imprescindibile della sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro,  “in quanto questi operatori presentano profili di rischio proprio in virtù delle specifiche condizioni e procedure di lavoro, e possono venire a contatto con portatori asintomatici e dunque vedere compromessa la propria salute”.

“Al tempo stesso”  concludono Cifaldi e Magliozzi “continuiamo a chiedere che venga reso operativo un piano di sorveglianza sanitario che preveda l’esecuzione di tamponi a risposta rapida e l’esecuzione di test sierologici in favore del personale sanitario. I tamponi sono fondamentali per gestire la sorveglianza epidemica attiva che rappresenta uno degli strumenti certi contro il virus perché possono limitare le situazioni di contagio e consentono di tracciare in maniera capillare tutti i contatti dei positivi“.