Lazio, ancora sei nuovi casi di Chikungunya, ora sono arrivati a 92

Roma, 22 settembre – Sono ormai 92 le notifiche di casi di Chikungunya pervenute fino a ieri al Seresmi,  il Servizio regionale di sorveglianza sulle malattie infettive della Regione Lazio.

A comunicarlo è una nota ufficiale della stessa Regione, precisando che i casi sono aumentati di sei unità rispetto  alla rilevazione del giorno precedente: tre di loro sono residenti o hanno riportato un soggiorno nel comune di Anzio, la città del litorale sud di Roma dove è stato individuato il focolaio più importante dell’infezione, nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi, mentre i restanti tre nuovi casi si riferiscono a cittadini residenti nel comune di Roma privi di collegamenti con Anzio.

“Ribadiamo che in aree dove si segnalano casi autoctoni singoli o focolai epidemici autoctoni (due o più casi)” scrive la Regione “scattano le misure di disinfestazione previste dal Piano nazionale di sorveglianza 2017 del ministero della Salute, ovvero trattamenti su suolo pubblico e privato, trattamenti adulticidi con prodotti abbattenti, trattamenti dei focolai larvali, replica di tutti gli interventi in caso di pioggia, ripetere l’intero ciclo dopo la prima settimana”.

La Regione ha anche voluto fare chiarezza sulle notizie relative a una interruzione delle attività operatorie nelle strutture ospedaliere del Lazio, dovuta alla carenza di sangue originata dal blocco delle trasfusioni disposto precauzionalmente una settimana fa proprio a causa della  Chikungunya. Non c’è nessun blocco, spiega la Regione, “soprattutto per quanto riguarda le operazioni salvavita”, grazie alle 1531 sacche di sangue che il Centro regionale Sangue del Lazio ha ricevuto in compensazione da altre regioni, ringraziate per la loro “disponibilità e generosità”. Con l’occasione la Regione ha anche rinnovato l’appello ad andare a donare, “poiché a Roma (esclusi i residenti della Asl Rm 2) e nel Lazio (esclusi i residenti di Anzio) si può e si deve donare sangue”.

Al riguardo, la Regione ha organizzato oltre 50 appuntamenti straordinari per la raccolta sangue organizzati dalle associazioni di volontariato, pubblicate anche sul sito della Regione Lazio

Intanto dopo il Lazio, l’Emilia Romagna e la Lombardia, il virus Chikungunya è arrivato qualche giorno fa anche nelle Marche, dove si è registrato un caso probabilmente collegato al focolaio laziale: il soggetto colpito (già guarito e dimesso dall’ospedale di Fabriano, dove era stato ricoverato) aveva passato parte dell’estate in una città laziale dove si sono verificati altri casi.

La crescente diffusione del virus in Italia ha però ha messo in allerta anche l’Organizzazione mondiale della sanità, che – ha riferito l’Ansa nei giorni scorsi – non esclude che nei prossimi giorni possano verificarsi ulteriori casi nel nostro Paese. La zanzara tigre, infatti, scrivono gli esperti sul sito Oms, “è ormai stanziale nel bacino del Mediterraneo, ha dimostrato la capacità di sostenere focolai di Chikungunya in passato, e l’area in cui si sono verificati i casi è densamente popolata e turistica, soprattutto nei mesi estivi”.

Da qui il consiglio ai viaggiatori che scelgono di visitare il nostro Paese di indossare un abbigliamento corretto e l’uso di repellenti.