La “rete” di Federfarma Servizi e Federfarma, prime anticipazioni

Roma, 16 ottobre – Cominciano a delinearsi i contorni della “rete delle reti” che Federfarma e Federfarma Servizi si propongono di realizzare per raccogliere con fondate speranze di successo la sfida che, prevedibilmente, verrà lanciata dal capitale con la costituzione di catene di farmacie.

Le linee portanti del progetto che dovrebbe portare alla costituzione di una sorta di “rete di protezione” per le farmacie di comunità indipendenti sono state infatti anticipate a Firenze, in occasione della IV Convention FederfarmaCo-Federfarma Servizi, tenutasi il 12 e 13 ottobre scorsi nel capoluogo toscano. A illustrarle, Sandro Castaldo, ordinario di Economia e gestione delle imprese dell’Università Bocconi (nella foto), ma anche partner di Focus Management, la società di consulenza alla quale Federfarma e Federfarma Servizi hanno affidato il compito di “progettare” la rete che dovrà rendere competitive le farmacie nella sfida con il capitale.

La costituenda rete delle farmacie, ha spiegato Castaldo, dovrà rispondere a due necessità vitali: recuperare l’efficienza e incrementare il valore delle farmacie di comunità. Per l’economista, le farmacie cosiddette indipendenti potranno avere futuro solo centrando entrambi gli obiettivi. Dovranno quindi riuscire  a contenere e ottimizzare i costi (efficienza) e  implementare il valore dell’attività, non ragionando solo in termini di prodotto ma agendo sulla leva dei servizi. Non basterà più – come poteva accadere in passato – accontentarsi di soddisfare una sola delle due necessità, perché la sfida competitiva è sensibilmente salita di livello, e non solo per effetto dell’ingresso del capitale nel retail farmaceutico, ma per le mutazioni di scenario che introducono e producono nuove abitudini e comportamenti. Basti pensare alla diffusione progressiva e inarrestabile degli acquisti on line e al protagonismo di giganti come Amazon, indubitabilmente capaci di coniugare l’efficienza (costi molto  competitivi) con un valore ben percepito dagli utenti, grazie alla capacità di consegnare a domicilio e in tempi rapidissimi la merce richiesta.

Non a caso, proprio Amazon non solo si accingerebbe a sbarcare in grande stile nel mercato dei farmaci, ma (secondo rumors che girano nel mondo economico-finanziario internazionale) starebbe già lavorando a una strategia per l’acquisizione di autorizzazioni all’immissione in commercio di farmaci da far realizzare da terzisti per entrare così nella produzione vera e propria, e quindi nella vendita di prodotti a marchio.

Per Castaldo, la conseguenza ineluttabile è che pretendere di sopravvivere in un simile scenario affrontandolo da soli corrisponde a suicidarsi. La strategia per assicurarsi un domani passa dunque, di necessità, attraverso l’aggregazione, il “fare rete”, portando a un livello molto superiore i processi già avviati in questa direzione. Dovrà dunque “stringersi a coorte” tutto l’anello distributivo indipendente: le farmacie, ma anche le cooperative espressione di farmacie. La parola d’ordine, per Castaldo, non può che essere “fare sistema”, unica via praticabile per ridurre i costi e generare più valore, ovvero per ridurre i costi e offrire agli utenti livelli più alti di servizio.

Solo così sarà possibile guadagnare punti nella classifica della competitività, a giudizio di Castaldo, che ha anche esplicitato i vantaggi concretamente conseguibili, dagli acquisti centralizzati (resi possibili da una grande rete organizzata) che consentirebbero migliori condizioni di prezzo e più garanzie sui prodotti, alla possibilità di affrontare con successo il mercato con prodotti a marchio, aumentando l’offerta ma anche accrescendo la marginalità.

Si tratta, dunque, di elaborare un progetto di rete che possa essere “tessuta” sulla base di regole (condivise) elaborate non in astratto ma sulla base delle nuove regole del mercato, con vincoli forti per gli aderenti, così da rendere possibile una effettiva e forte centralizzazione della gestione che permetta di muoversi con le necessarie rapidità ed efficacia sul mercato.

Il primo, necessario passo del progetto della “rete di protezione” Federfarma-Federfarma Servizi sarà quello di condurre un’analisi dell’attuale panorama “domestico”, ovvero operare una ricognizione  della realtà aggregativa delle farmacie e delle aziende di distribuzione e di servizi dei farmacisti. Ciò con il duplice scopo – chiarito dal presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone – di avere un quadro chiaro della situazione di partenza, ma anche di censire e valutare il livello di qualità delle esperienze  già realizzate finora, per non disperdere ciò che di buono è già stato realizzato e, al contrario, valorizzarlo su scala più ampia, all’interno di un progetto nazionale.

Il percorso è appena partito e molto resta ovviamente da fare, sia sul piano della proposta logistica che su quello dei contenuti, sui quali, tuttavia, la categoria registra fortissime convergenze, secondo quanto riferito da Mirone.  “La rete integrata di farmacie e  cooperative alla quale pensiamo” ha detto il presidente di Federfarma Servizi “deve essere costruita su tre pietre d’angolo: l’aggregazione, la professionalità e la sostenibilità economica. .  E per il “cantiere” è stata anche fissata una precisa tempistica: la società di consulenza Focus management dovrà concludere la prima fase di analisi, che dovrà anche sfociare in un primo draft del format della “farmarete”, in 16 settimane. Ancora quattro mesi, dunque, e – oltre ai perché, chiariti più che a sufficienza nella convention fiorentina di Federfarma.Co e Federfarma Servizi  – sarà possibile saperne di più anche sulla struttura della  “rete delle reti” e avere un prima rappresentazione di quelle che saranno le condizioni e i vincoli operativi per i suoi aderenti e le modalità operative.