Istat, la marcia inarrestabile del diabete: tre milioni i colpiti

Roma, 21 luglio – Tre milioni e 200 mila, ovvero il 5,3% dell’intera popolazione. Questo il numero di italiani colpiti dal diabete, rilevato dall’Istat nel suo rapporto “Diabete 2000-2016”.

Ma il dato percentuale non inganni: il numero dei diabetici sale infatti al 16,5% fra le persone di 65 anni e oltre, e date le tendenze demografiche del Paese, il dato è quantomeno preoccupante.

La diffusione del diabete è quasi raddoppiata in trent’anni (coinvolgeva il 2,9% della popolazione nel 1980). Anche rispetto al 2000 i diabetici sono un milione in più – spiega ancora l’Istat – e ciò è dovuto sia all’invecchiamento della popolazione che ad altri fattori, tra cui l’anticipazione delle diagnosi (che porta in evidenza casi prima sconosciuti) e l’aumento della sopravvivenza dei malati di diabete

“Sul territorio i ricoveri non sono direttamente correlati alla diffusione della malattia; le differenze dipendono dalla diversa offerta di servizi e dalla differente appropriatezza nel ricorso alle strutture sanitarie” si legge nel rapporto. “Nel Mezzogiorno, dove la prevalenza del diabete è più alta, la variabilità è forte: in alcune Regioni una più elevata ospedalizzazione per diabete è associata anche a un maggior numero di ricoveri inappropriati; in altre l’ospedalizzazione è inferiore al dato medio nazionale e gli indicatori di qualità dell’assistenza sono prossimi alla media o più alti”.

Nell’ultimo decennio la mortalità per diabete si è ridotta di oltre il 20% in tutte le classi di età. Inoltre, confrontando le generazioni, nelle coorti di nascita più recente la quota di diabetici aumenta più precocemente che nelle generazioni precedenti, a conferma anche di una progressiva anticipazione dell’età in cui si diagnostica la malattia.

Il diabete è una patologia fortemente associata allo svantaggio socioeconomico, che si conferma anche nella mortalità ed è più evidente nelle donne.

Quindi è più diffusa nelle regioni del Mezzogiorno, dove il tasso di prevalenza standardizzato per età è pari al 5,8% contro il 4,0% del Nord.

Obesità e sedentarietà sono rilevanti fattori di rischio per la salute in generale. Anche per la mortalità il Mezzogiorno presenta livelli sensibilmente più elevati per entrambi i sessi.

Tra i 45-64enni la percentuale di persone obese che soffrono di diabete è al 28,9% per gli uomini e al 32,8% per le donne (per i non diabetici rispettivamente 13,0% e 9,5%).

Nella stessa classe di età il 47,5% degli uomini e il 64,2% delle donne con diabete non praticano alcuna attività fisica leggera nel tempo libero.