Iqvia, nel 2018 fatturati della farmacia in flessione: meno 1,3%

Roma, 24 febbraio – Un fatturato di 24,4 miliardi di euro, con una flessione dell’1,3% sul 2017, risultato della contrazione dei farmaci su ricetta (-3,4%) da una parte e dell’aumento del comparto di libera vendita (+2,1%) dall’altra. Questo il dato di sintesi che scaturisce dal report Iqvia realtivo ai dati 2018 del mercato farmaceutico, nel quale la nota società di analisi viviseziona l’andamento delle vendite e dei consumi nelle farmacie italiane. Un andamento che ha confermato nel 2018 un ulteriore avvicinamento del fatturato dei farmaci di  libera vendita e dell’extrafarmaco (arrivato a 10 miliardi) a quello dei farmaci etici in fascia A e C (14,4 miliardi).

Secondo le anticipazioni fornite sabato scorso dal settimanale specializzato pharmacyscanner.it,  trovano conferma anche trend sia emersi da tempo, come la vivacità del segmento degli integratori (complessi vitaminici, minerali, probiotici), che con i suoi 3,7 miliardi di fatturato (+4,7% sul 2017)  spinge in alto il settore della libera vendita.

Ottime anche le performance dei farmaci in libera vendita (Sop e Otc), che chiudono il 2018 con un giro d’affari di 2,3 miliardi di euro, pari a un incremento percentuale in crescita del 2,6%  su 2017, al quale ha ovviamente concorso una stagione influenzale particolarmente lunga e marcata.

Anche il segmento Personal care registra un miglioramento, anche se frazionale  (+0,7%, per un fatturato di 2 miliardi), mentre fanno peggio del 2017 sia il Patient care (parafarmaci, siringhe, termometri, dispositivi medici) sia i nutrizionali (-0,9%), che pagano la concorrenza di e-commerce e gdo.

Come sempre, i dati registrano significative differenze nel momento in cui l’analisi si sposta dal livello nazionale a quello regionale: su tutti, emerge il dato della Lombardia, dove il fatturato delle farmacie ha chiuso il 2018 con un sengo più davanti (+0,5%, a fronte del ricordato -1,3% del dato nazionale), per effetto di una marcata crescita del segomento commerciale  (+3,6%) Spicca al riguardo la performance in controtendenza della Lombardia, che chiude l’anno con una lieve crescita (+0,5% rispetto al 2017),  nettamente superiore alla media nazionale del +2,1%.

Per contro, hanno molte ragioni per lamentarsi Puglia, Calabria e Sardegna, invece, che segnano flessioni di fatturato compelssivo superiori al 3%, più che doppie rispetto alla media naiznanle.

Dai dati, emerge in ogni caso che la fase (ormai lunga) di profonda trasformazione del mercato della farmacia non è ancora finita, come sottolineato dall’amministratore delegato di Iqvia Sergio Liberatore (nella foto), che peraltro ricorda che le mutazioni in corso accomunano  “tutti i mercati retail“.

Da sottolineare anche le rilevanti performance dell’e commerce registrate da Iqvia, con una crescita nel 2018 del 63% nel comparto della libera vendita, peraltro l’unico nel quale è consentita questa tipologia di vendita. Ma se la percentuale di crescita è importante, continua a rimanere modesto in termini assoluti il giro d’affari, che si ferma 154 milioni di euro, prevedibilmente destinati però ad aumentare con una certa velocità. Il segmento che vende di più online è quello dei prodotti di automedicazione e degli integratori (vitamine, minerali, probiotici), che vale il 42% del mercato e cresce di circa il 58%, per un fatturato di 65,5 milioni di euro. Il segmento dei prodotti per la cura personale (creme, cosmetici, igiene personale) cresce invece del 38% e raggiunge i 51,2 milioni di euro. Bene anche i nutrizionali, le cui vendite online aumentano del 138%,  toccando i 21 milioni.