Iqvia: “Farmaci, spesa per acquisti diretti oltre il tetto per 2,8 mld”

Roma, 16 aprile – La progressione è inarrestabile: 2,1 miliardi nel 2018, 2,8 nel 2019, ben oltre i tre nel 2020. Questi i disavanzi-monstre della spesa farmaceutica per acquisti diretti calcolati (nei primi due casi) e previsti (nell’ultimo) da Iqvia, autorevole provider globale di informazioni e dati in ambito sanitario, così come illustrati dall’amministratore delegato di Iqvia Italia Sergio Liberatore (nella foto).

“La spesa farmaceutica nel 2019 è fortemente cresciuta, superando il tetto imposto per legge di oltre 2,8 miliardi euro” spiega Liberatore. “Pertanto anche quest’anno lo sfondamento impatterà sui bilanci delle aziende farmaceutiche, infatti saranno chiamate a ripianare, con il payback, la metà di tale disavanzo deciso unilateralmente. La restante parte verrà invece ripianata dalle Regioni in base al loro superamento del budget assegnato. Aggiungo che, guardando i dati che abbiamo raccolto finora, le cose andranno sempre peggio nel 2020: infatti secondo una nostra iniziale stima, il superamento del tetto potrebbe andare ben oltre i tre miliardi di euro”.

Per il 2019, il finanziamento totale del fabbisogno sanitario era stato fissato a 114,4 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto all’anno precedente (+0,9%). Per quanto riguarda la spesa per  acquisti diretti di farmaci (compresi quelli acquistati in distribuzione diretta e per conto), per il 2019, a seguito dello scorporo della spesa per i gas medicinali, il tetto di spesa era stato ridotto dal 6,89% al 6,69% del totale fabbisogno, pari a 7,6 miliardi di euro. In realtà, questa spesa è arrivata a 10,4 miliardi di euro (+6,5% rispetto al 2018). Sono esclusi da questo computo i farmaci innovativi e innovativi oncologici che rientrano in due specifici fondi da 500 milioni di euro ciascuno.

La spesa diretta per acquisti di farmaci di classe H (farmaci somministrati soltanto in ospedale), al netto dei farmaci innovativi, continua la sua corsa anche nel 2019 (+7,9%). Su questo aumento ha inciso il fatto che durante l’anno alcuni farmaci oncologici hanno perso lo status e i benefici dell’innovatività, che dura tre anni.

Relativamente agli acquisti diretti di farmaci di classe A, la previsione è quella di un trend in forte aumento (+6,1%), soprattutto a causa della crescita del canale Dpc.  Nel 2019 non si è verificato alcuno sfondamento dei due fondi da 500 milioni per i farmaci innovativi oncologici e non-oncologici. Riguardo alla spesa convenzionata (ricetta rossa), nel 2019, esaurito l’effetto delle genericazioni più importanti, si è mantenuta stabile (-0,4%), portando un risparmio rispetto al tetto di spesa di 921 milioni di euro.

“È sempre più evidente che la spesa farmaceutica è sotto-finanziata e che è importante che torni a essere una priorità della politica” afferma Liberatore, sottolineando che questo sarà vero,  a maggior ragione, dopo questa crisi sanitaria, quando ci sarà un bisogno ulteriore di farmaci innovativi. “È improprio fissare un tetto di spesa farmaceutico così basso” conclude l’AD di Iqvia Italia “quando si sa che verrà sfondato per oltre due miliardi di euro. Inoltre, bisogna urgentemente varare un piano per la trasformazione digitale della sanità per non farci trovare impreparati in futuro”.