Ipzs: “Denunce contro di noi? Un attacco alla produzione internalizzata dei bollini”

Roma, 14 giugno – La notizia pubblicata ieri dal sito  Cronache della Campania (ripresa anche da alcune testate di categoria, tra le quali la nostra), relativa ad azioni giudiziarie che la Procura di Salerno si accingerebbe a intraprendere nei confronti di quattro dirigenti dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, riferite alla  presunta carenza dei necessari requisiti di sicurezza dei bollini dei farmaci prodotti dall’Istituto, va inquadrata in un contesto più ampio: quello degli “attacchi” che si susseguono contro l’Ipzs da quando, proprio al fine di garantire maggiore sicurezza e tutela pubblica,  il suo attuale management ha assunto la decisione di internalizzare l’intera produzione dei bollini farmaceutici.

Questa l’immediata risposta che l’Ipzs, con una nota, ha opposto all’articolo del sito campano, che nel suo articolo di ieri era arrivato a sintetizzare le sue anticipazioni parlando di “una filiera ‘taroccata’, quella dei bollini farmaceutici non a norma stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e immessi sul mercato dalle case farmaceutiche ‘consapevoli e complici’”.

Affermazioni pesanti, quelle di Cronache della Campania, nel cui merito Ipzs evita deliberatamente di entrare, limitandosi a comunicare di aver dato incarico all’ufficio legale e ai suoi legali esterni di tutelare l’istituto e i suoi vertici “in tutte le sedi competenti e con tutte le azioni che riterranno opportune”.

Nel comunicato Ipzs non è difficile rintracciare una  suggestione, sia pure non esplicitata e avanzata tra le righe: la decisione di internalizzare completamente la produzione dei bollini farmaceutici (che utilizzano le più recenti tecnologie e sono stampati su supporto di sicurezza a tre strati, provvisto di banca dati in cui è riportato il codice Aic, la numerazione progressiva sia in chiaro che a barre, la denominazione del medicinale e il titolare  dell’autorizzazione) non è evidentemente andata a genio ai “nostalgici” del vecchio sistema,  quando per la realizzazione dei preziosi supporti di cui debbono essere obbligatoriamente dotate tutte le confezioni dei medicinali Ipzs si avvaleva anche di fornitori privati esterni.

Alcuni dei quali – dopo la decisione dei vertici attuali del Poligrafico di provvedere all’intero ciclo produttivo dei bollini all’interno dell’istituto, assunta per avere un controllo diretto su tutta la filiera e garantire al contempo risparmi di spesa e maggiori entrate fiscali – non esitarono a mettersi di traverso fin da subito, opponendo ricorsi anche davanti al Tar del Lazio.

Ricorsi che però, come si ricorderà, vennero respinti: i giudici amministrativi riconobbero infatti (in particolare in una sentenza pronunciata giusto un anno fa, la n. 05733 del maggio 2016) l’evidenza dell’interesse pubblico a sostegno del monopolio legale dell’Ipzs nella produzione dei bollini farmaceutici, evidente per il Tar  “sotto molteplici profili”: la prevenzione di frodi nel commercio di prodotti farmaceutici, il monitoraggio di una componente rilevante della spesa pubblica qual è quella del farmaco e la tracciabilità dei medicinali.

In aggiunta, per i giudici della Terza Sezione del Tar laziale non vi è alcun dubbio che i bollini per i farmaci debbano essere considerati a tutti gli effetti alla stregua di “carte valori”, fatto che giustifica ampiamente che essi  vengano sottoposti “a un particolare regime che vede nella Zecca l’ente istituzionalmente deputato alla loro produzione ‘ex lege’ e in esclusiva”.

Pur se non messa nero su bianco sul comunicato,  non è irragionevole ritenere che l’ipotesi del Poligrafico sia quella che vi sia chi spera che,  dove non hanno potuto giudici, codici e pandette, possano produrre qualche effetto le ricorrenti notizie diffuse negli ultimi mesi, soprattutto nella Regione Campania, per prefigurare criticità legate alla sicurezza dei bollini.

Esemplare, al riguardo, il caso dei sequestri di farmaci operati nei mesi scorsi dai Nas a Salerno, Avellino, Vietri e in un paese del Beneventano, San Nicola Manfredi. I carabinieri, in tutti i casi, avevano riscontrato un’analoga anomalia, ovvero la mancanza sui bollini applicati sulle scatole di tutti gli  tre strati adesivi previsti dalle norme, cosa che rendeva possibile cancellare con relativa facilità il numero identificativo dalla superficie della fustella.

L’Ipzs, in attesa dei dovuti accertamenti per sapere se si trattasse di farmaci prodotti illegalmente o meno, precisò fin da allora con un comunicato ufficiale che, dopo gli interventi tecnologici operati dall’aprile 2016, “l’eventuale cancellazione del numero presente sul bollino può avvenire solo con fraudolente e drastiche aggressioni”.  Un modo per eliminare in radice ogni sospetto in ordine alla circostanza che il Poligrafico possa produrre bollini non a norma, ipotesi per il Poligrafico priva di qualunque fondamento.

“Il bollino è prodotto in conformità ai requisiti tecnici previsti dal Dm 30 maggio 2014” tagliava infatti corto la nota alla stampa di Ipzs “tutti i paramenti sono verificati in corso e a valle, il bollino è più volte certificato da Enti terzi, la numerazione seriale del bollino è riportata all’interno dello stesso per quattro volte, la tracciabilità è garantita dalla combinazione del numero seriale e del codice Aic del farmaco“.

Come dire, pur senza dirlo, che se in materia di bollini dei farmaci vi sono problemi e situazioni che non tornano, i colpevoli andrebbero cercati da altre parti.