Ipotesi di truffa al Ssn, nei guai tre farmacisti tra Emilia e Marche

Roma, 7 febbraio – La cronaca torna purtroppo ad occuparsi di poco commendevoli vicende che hanno per protagonisti farmacisti. A finire nei guai sono questa volta tre titolari di farmacia, il primo in provincia di Parma e gli altri due a Osimo, nelle Marche, secondo quando riferiscono i giornali locali e confermano due note ufficiali dei Nas pubblicate sul sito del Ministero della salute (qui e qui).

I Carabinieri del Nas di Parma nel corso di un’ispezione presso una farmacia della provincia emiliana, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro circa 130 confezioni di farmaci di varie specialità defustellate (per un valore pari a circa 2.500 euro) e decine di fustelle adesive staccate dalle confezioni di farmaci che risultavano dispensati in assenza di ricette mediche.

Il titolare della farmacia è stato denunciato all’autorità giudiziaria per truffa aggravata, in quanto utilizzava le fustelle, illecitamente rimosse dalle scatole dei farmaci, per chiederne l’indebito rimborso al Ssn.  Al farmacista sono state contestate anche sanzioni amministrative pari a 1.600 euro per aver dispensato farmaci in assenza di ricetta medica ripetibile e non ripetibile.

Diverso e decisamente più grave il caso scoperto dai Carabinieri del Nas di Ancona, a termine di una complessa e articolata indagine che avrebbe svelato una truffa perpetrata ai danni del Servizio sanitario nazionale da due giovani farmacisti marchigiani.

Le risultanze investigative hanno evidenziato che i farmacisti, entrambi titolari di farmacie e uno dei due anche di autorizzazione al commercio e distribuzione all’ingrosso di medicinali, in concorso tra loro, provvedevano ad alterare le ricette compilate da medici convenzionati che i pazienti presentavano loro per ottenere i farmaci ivi prescritti, inserendovi, a insaputa sia del medico proscrittore che del paziente, ulteriori medicinali il cui costo veniva rimborsato dall’Azienda sanitaria locale, procurando un indebito e ingiusto profitto ai farmacisti truffatori, quantificato dagli inquirenti in 90 mila euro.

Le prove raccolte dai Carabinieri – riferisce la nota del ministero della Salute –  hanno convinto l’autorità giudiziaria a sospendere entrambi i farmacisti che non potranno più esercitare il pubblico servizio farmaceutico né qualunque attività imprenditoriale ad esso connessa. Nel corso delle perquisizioni personali e domiciliari i militari hanno, inoltre, eseguito il sequestro preventivo dell’importo equivalente al danno arrecato all’erario. I due farmacisti dovranno ora subire un processo per concorso in truffa aggravata e falso.