Integratori alimentari ai bambini, alleanza Sifo-pediatri: “Serve cautela”

Roma, 26 novembre – L’uso degli integratori alimentari è sempre più diffuso anche nei bambini, ai quali questi prodotti sono spesso somministrati senza nemmeno interpellare il pediatra di riferimento, dando vita a situazioni potenzialmente pericolose per la salute per il rischio di reazioni avverse.

È anche sulla base di questa realtà che Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, ha deciso di affrontare il tema in occasione del suo 40° congresso annuale, conclososi domenica scorsa a Genova.

La qualifica di “prodotto naturale” è un volano per la diffusione di questi prodotti. Ma, osserva Sifo,  un prodotto non è sicuro solo perchè è ‘naturale’: anzi, proprio per il suo profilo di attività ‘fisiologica’, i prodotti naturali possono talvolta determinare effetti inattesi e indesiderati. Ne sono un esempio le recenti segnalazioni sulla curcuma e i sospetti casi di epatite. Sul punto è stato perentorio Luigi Memo, consigliere nazionale della Sip, la Società italiana di pediatria, ospite e relatore al congresso Sifo: “Prima di somministrare integratori ai bambini, sarebbe sempre auspicabile sentire il consiglio del pediatra di fiducia” ha ammonito.

Gli integratori sono concepiti per contribuire al benessere ma non per curare, ha voluto ricordare la Sifo, ribadendo che le condizioni patologiche vanno trattate con i farmaci e in nessun caso un integratore può farne le veci.

Una recente ricerca pubblicata su Pediatrics conferma che sono molti gli adolescenti che consumano integratori, in particolare creatina e stimolatori del testosterone e dimostra inoltre che i giovani accedono alle informazioni su questi prodotti non tanto negli studi medici, quanto direttamente nei negozi o nelle palestre. Questa tendenza diffusa tra i più giovani al “fai da te” con gli integratori contribuisce ad aumentare il loro rischio di salute: per la creatina si parla di danno epatico e della funzione renale, di disidratazione e crampi muscolari; e per gli stimolatori del testosterone di policitemia, aumentata viscosità sanguigna, effetti epatotossici, disfunzione e neoplasia epatica ed esacerbazione o sviluppo di apnea notturne.

Il messaggio che esce dal congresso, sintetizzato da un lancio dell’agenzia Dire,  è dunque quello di muoversi con cautela quando si ha a che fare con la sfera degli integratori alimentari: il tema è quanto mai caldo e vede coinvolta tutta la comunità scientifica, a partire dal ministero della Salute, che giusto un mese  fa ha pubblicato un decalogo per il corretto uso degli integratori alimentari. Analogo l’obietivo perseguito dal portale  Vigierbe gestito dall’Istituto superiore di sanità, crato l’anno scorso,  dove chiunque, pazienti compresi, può segnalare effetti indesiderati e inattesi conseguenti l’utilizzo di integratori alimentari.

I farmacisti di Sifo continueranno a lavorare, nei prossimi mesi, per incrementare l’utilizzo di questi database e arrivare così ad ampliare le conoscenze sulla sicurezza d’impiego di questi prodotti.

L’attenzione di Sifo per il mondo dei bambini viene ribadita anche attraverso un’importante alleanza che viene lanciata proprio dal congresso: farmacisti ospedalieri e pediatri insieme per dare una risposta ai bisogni di salute dei piccoli pazienti: Sifo ha infatti firmato un accordo di partnership con la Sip, arrivato dopo mesi di lavoro fianco a fianco su varie tematiche. L’obiettivo dell’intesa è promuovere un’attiva collaborazione tra pediatri e farmacisti, che già si concretizza efficacemente in alcune realtà italiane quale quelle degli ospedali pediatrici (ad esempio in ambito galenico, nutrizione parenterale e non solo).

“La partnership si propone di realizzare congiuntamente studi e relative pubblicazioni, attraverso l’attivazione di gruppi di studio nel campo della terapia pediatrica sulla posologia corretta in età pediatrica, l’uso off-label, la farmacovigilanza” spiega Anna Marra, tutor della sessione e responsabile dell’area Farmacovigilanza di Sifo. I farmacisti ospedalieri lavoreranno anche, insieme a Sip, per promuovere campagne di sensibilizzazione sul tema delle reazioni avverse, coinvolgendo oltre ai pazienti i proprio iscritti ma anche gli stessi pediatri.

Altri temi di grandissimo rilievo quando si parla di farmaci in pediatria sono quello del cosiddetto utilizzo off label, ovvero per indicazioni terapeutiche  diverse da quelle autorizzate,  e quello dell’impiego di farmaci non espressamente dedicati alla cura dei bambini, privi di sperimentazioni cliniche effettuate sulla popolazione pediatrica. Sifo da tempo è attiva per implementare la farmacovigilanza in questo settore (anche alla luce della recente normativa europea in tema di farmacovigilanza, recepita in Italia dal 2015, che ha esteso il concetto di reazione avversa anche agli utilizzi off-label).

La partnership Sifo-Sip ha tra i suoi obiettivi anche quello di ovviare alla mancanza, a livello nazionale, di un data base delle prescrizioni off-label (esistono elenchi specifici messi a punto da Aifa e prontuari regionali come quello dell’Emilia-Romagna): l’idea è quella di farmacisti ospedalieri e pediatri Sip è quella di riprendere in mano con forza il progetto di creare un unico data base nazionale.