Influenza, ecco perché la “malattia dell’inverno” è praticamente sparita

Roma, 27 gennaio – È roba di poche settimane fa, ma sembra passato un secolo da quando i farmacisti protestavano a pieni polmoni e con giustificati travasi di bile per l’indisponibilità di vaccini antinfluenzali da dispensare in farmacia ai clienti non coperti dai programmi di vaccinazione pubblica. Quelle tonnellate di appelli, allarmi, denunce e sollecitazioni  – accompagnate da quell’ormai endemica sensazione che, alla fine della fiera, le farmacie sono considerate una specie di ultima ruota del carro sanità – oggi sembrano (e in effetti sono) nient’altro che una quantità industriale di energie sprecate inutilmente, alla luce di un fatto indubitabile (parlano i dati delle rilevazioni del sistema di sorveglianza InfluNet dell’Istituto superiore di sanità): l’influenza, nel nostro come in altri Paesi, è letteralmente sparita. Sia in Europa che dall’altra parte dell’Atlantico, i medici sentinella hanno registrato pochissimi casi rispetto agli anni precedenti, nonostante siamo ormai arrivati  nel periodo in cui, negli anni passati, si raggiungeva il picco di casi.

Si sprecano ovviamente i tentativi di spiegare il fenomeno, sul quale l’Ecdc, Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie  invita in ogni caso a essere cauti nell’avanzare interpretazioni e spiegazioni, anche alla luce delle “interferenze” della pandemia di Covid-19. Sia come sia, i fatti sono fatti e lo stesso Ecdc è costretto a riconoscere che “è insolito che questa stagione abbia un’attività influenzale così bassa”.

L’Ecdc ha rilevato solo 415 casi da dicembre 2020 a oggi, niente a che vedere con gli oltre 18mila che sono stati registrati da dicembre 2018 alla prima settimana del 2019. In Italia, stando al bollettino settimanale dell’Istituto superiore di sanità, “nella seconda settimana del 2021, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali continua ad essere stabilmente sotto la soglia basale con un valore pari a 1,5 casi per mille assistiti. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana il livello di incidenza era pari a 8,5 casi per mille assistiti”.

Medici e specialisti concordano sul fatto che la ragione principale di questa diminuzione è l’adozione delle misure di prevenzione anti-Covid-19, su tutte l’uso di mascherine, il distanziamento e il lavaggio delle mani, ovviamente efficacissime anche nei confronti dei virus delle malattie respiratorie come l’influenza. A confermarlo è Antonino Bella, responsabile di InfluNet, “L’uso di mascherine, il distanziamento sociale e il lavaggio frequente delle mani sono risultate misure efficaci anche per prevenire l’influenza” spiega, aggiungendo che “mai come in questa stagione l’incidenza delle sindromi influenzali è sotto soglia basale”.

In Italia siamo arrivati alla decima settimana di sorveglianza virologica. Dall’inizio della sorveglianza sono 1.703 i campioni raccolti e analizzati dai vari laboratori che fanno parte della rete InfluNet, ma finora, sottolinea Bella, “non è stato isolato nessun virus influenzale”.

Non va diversamente negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti. In Catalogna, per esempio, c’è stato un solo caso di influenza nella seconda settimana di gennaio, un anno fa erano stati più di 100. Situazione simile in California, dove i dati sono quasi identici a quelli della regione spagnola.

L’utilizzo delle mascherine, il distanziamento e il frequente lavaggio delle mani “è qualcosa a cui in Europa non siamo abituati” dice a Euronews Joan Caylà della Società spagnola di Epidemiologia. Tuttavia, aggiunge l’esperto, “nei Paesi asiatici abbiamo visto che sono misure comuni ed efficaci nella lotta a Covid e influenza”.

Ma alla sparizione dell’influenza non sarebbe estraneo il meccanismo del “chiodo scaccia chiodo”, ovvero della predominanza di alcuni virus rispetto ad altri. In buona sostanza, così come ora assistiamo alla prepotente entrata in scena della variante inglese  del Sars CoV 2, subito diventata predominante rispetto a quella della prima fase dell’ondata pandemica, così il coronavirus – spiega Caylà – “predomina sull’influenza e prevale”.