Carenze vaccino antiflu, i farmacisti mantengono alto l’allarme

Roma, 7 settembre – Mentre l’Aifa invita ad anticipare ad ottobre la vaccinazione antinfluenzale e lo stesso governo sollecita i cittadini a proteggersi, anche in considerazione del permanere in circolazione del virus Sars CoV-2, le organizzazioni dei farmacisti continuano a ribadire, in ogni occasione e in ogni modo,  che aderire all’invito sarebbe estremamente più facile, per i cittadini, se i vaccini fossero disponibili anche in farmacia, dove l’anno scorso sono state dispensate un milione di dosi e quest’anno si prevede di  raddoppiarle. Ove, beninteso, arrivassero: perché il rischio, come denunciano ormai da giorni le sigle di farmacie e farmacisti, è che per la carenza del prodotto (requisito praticamente per intero, circa 18 milioni di dosi, dalle Regioni per le strutture pubbliche), le farmacie  potrebbero non essere rifornite di vaccini  per molte settimane, con conseguenze facilmente immaginabili.
Sul problema si è attivato anche a livello parlamentare il presidente della Fofi Andrea Mandelli, deputato di Fi (nella foto), che ha proposto in sede di conversione del cosiddetto “decreto Covid” un Odg (approvato dall’Assemblea) che impegna il governo a valutare l’opportunità di utilizzare le farmacie per somministrare i vaccini e aumentare così la copertura nella popolazione e di avvalersi della loro distribuzione capillare sul territorio anche per i test sierologici al personale scolastico o ad altre categorie, in modo da potenziare l’attività di screening.

Anche Federfarma ha reiteratamente sollevato il problema, da ultimo con il suo segretario Roberto Tobia, che ne ha parlato sui notiziari di alcune reti televisive generaliste, sottolineando come la stessa industria abbia rappresentato da tempo alle autorità sanitarie il fatto che – avendo destinato praticamente l’intera produzione a coprire le richieste delle Regioni  – non ha disponibilità sufficiente per gli ordini che arrivano dagli altri canali, farmacie in testa. I cui ordini, ha spiegato Tobia, potrebbero dunque non essere evasi. Un problema serio, che il segretario del sindacato dei titolari confida possa essere risolto nel confronto in corso con il ministero della Salute, nel tavolo appositamente convocato per affrontare la questione. In quella sede, come a suo tempo riferito dal nostro giornale e come ha ribadito Tobia nei suoi interventi sui mezzi di informazione nei giorni scorsi, “il ministero  ha manifestato apertura e disponibilità nel mettere a disposizione le risorse“. La speranza, dunque, è che si trovino le giuste contrarie per scongiurare il rischio di carenze.

Il problema è stato sollevato anche da molti rappresentanti territoriali della professione, tutti impegnati in prima persona a sensibilizzare le istituzioni sul rischio di una carenza che pagherebbero prima e più di tutti i cittadini. Per tutti citiamo l’allarme del presidente dell’Ordine di Padova, Gianni Cirilli, rilanciato con grande evidenza dal quotidiano locale Il Gazzettino. “Non sappiamo ancora con che quantitativi e in quali termini temporali saremo riforniti dei vaccini” ha affermato Cirilli. “In passato, noi eravamo i primi a ricevere i vaccini perché una parte della popolazione che non è a rischio e che quindi non utilizza i canali della sanità pubblica e di famiglia si rivolge ai farmacisti e lo acquista. Se la situazione non si sblocca, però, nelle farmacie non si troverà nulla o pochissimo».

 “Non vorrei che si ripetesse la stessa cosa che è avvenuta nella prima fase dell’emergenza coronavirus per le mascherine chirurgiche” ha detto ancora il presdeinte dei faramcisti padovani. “Come professionisti siamo stati da subito in prima linea e non pochi colleghi ci hanno rimesso la vita in servizio. Non siamo stati chiamati ai tavoli di programmazione nonostante avessimo dato la nostra collaborazione. Abbiamo subito le decisioni di altri, ad esempio le lievitazioni dei prezzi, ed agli occhi dei cittadini eravamo noi invece la colpa di tutto. Ed invece si è visto purtroppo in ritardo di chi era la colpa di tutto questo. Siamo i primi a voler tutelare tutti coloro che si affidano alla nostra professionalità ed anche per il vaccino influenzale lanciamo l’allarme affinché siano salvaguardati tutti e non sia nostra la colpa della mancata fornitura”.