Industria farmaci, 700 mln l’anno in trial clinici e la reputazione cresce

Roma, 7 novembre – La farmaceutica in Italia rappresenta un asset importante dell’economia e può contribuire in maniera determinante alla crescita del nostro Paese. Gli investimenti da parte delle imprese del farmaco per gli studi clinici superano i 700 milioni di euro all’anno, il più alto contributo al sistema nazionale di ricerca. E questo è uno dei motivi che ha fatto aumentare la reputazione del settore fra gli italiani.

A sottolinearlo, in un incontro tenutosi ieri a Campoverde di Aprilia (Lt) nella sede AbbVie Italia, dal titolo Il valore dell’innovazione per una crescita sostenibile, è stato sottolineato Giuseppe Venturelli, managing director di Doxa Pharma (nella foto), commentando i dati emersi da una indagine realizzata dall’istituto proprio sul tema dell’innovazione correlata alla sostenibilità. “Negli ultimi tre anni, abbiamo registrato un graduale miglioramento della percezione del comparto farmaceutico in Italia, settore questo primo in Europa per export e che dà lavoro a oltre 66mila addetti, di cui il 90% laureati e diplomati, con una crescita di circa settemila posti qualificati l’anno. È un settore che non guarda alla differenze di genere e che anzi fa registrare un 42% di donne con livello di inquadramento medio/alto” ha  detto ancora Venturelli, aggiungendo che “a cambiare è stata la percezione della reputazione delle aziende farmaceutiche tra le persone”.

Nel 2018 la reputazione dell’industria farmaceutica – che appresenta la terza industria del Paese e incide per il 10,7% sul Pil – ha superato la media Italia (72,7), classificandosi a 73,5, ha detto ancora Venturelli, sottolineando  il costante aumento registrato negli ultimi 3 anni.

Il comparto farmaceutico genera 32 miliardi di giro d’affari, con una crescita della produzione 22% in 10 anni, la più alta in Italia. Un settore primo in Europa per export e che dà lavoro ad oltre 66 mila addetti, di cui il 90% laureati e diplomati, con una crescita di circa 7 mila posti qualificati l’anno.

“La ricerca scientifica porta valore” ha sottolineato da parte sua Annalisa Iezzi, direttore medico di AbbVie Italia “e porta alla sostenibilità in virtù del suo ‘movente’: la salute del paziente, in un sistema Italia che oggi è purtroppo in sofferenza. L’andamento però è di crescita, e il nostro Paese effettua oggi oltre il 20% delle attività di sperimentazione cliniche europee. L’Italia è un territorio florido per gli investimenti, in particolare nell’immunologia, non solo nella preclinica, ma anche nella sperimentazione clinica”.