Il Lazio colora di blu i residui del vaccino per impedire usi impropri

Roma, 12 gennaio – Una goccia di colorante blu (metilene) o rosso (eosina) nel vaccino anti Covid per evitare che la quantità residua dei flaconi della Pfizer induca qualcuno nella tentazione di sottrarle per rivenderle illegalmente o magari somministrarle ad amici e parenti, in barba a ogni calendario vaccinale.

Questa la semplice ed efficace soluzione individuata nel Lazio da società dei farmacisti ospedalieri e assessorato regionale alla Sanità e subito avanzata all’Istituto superiore di sanità (che ha subito dato il suo placet), per inattivare e rendere inutilizzabili gli “avanzi” del vaccino, impedendo così di ricavare altre dosi unendo le quantità residuali di più flaconi.  Dosi che, inevitabilmente,  avrebbero potuto prestarsi a usi impropri: il vaccino, nonostante l’obbligo di conservazione a – 80°, resta infatti valido per un lasso di tempo di circa sei ore, abbastanza per invogliare qualcuno a utilizzarlo per fini personali o lucrativi.

La questione delle quantità avanzate del vaccino e del loro relativo smaltimento è nata dalla constatazione, nella pratica vaccinale, che una volta ricavate dopo la corretta diluizione le sei dosi di vaccino previste, restavano pur sempre residui di prodotto che, uniti tra loro, avrebbero consentito di ricavare altre dosi.  La proposta di inserire il colorante nei flaconi con gli avanzi risolve in radice la questione:  “In questo modo si inibisce l’effetto del vaccino, rendendolo inutilizzabile, e la boccetta con gli avanzi può essere dunque così smaltita con i rifiuti ospedalieri come le siringhe e il resto” spiegano dalla Regione, adempiendo così alle indicazioni dell’Ema relative alla distruzione delle quantità di vaccino eventualmente avanzate, per ragioni di sicurezza.

Ma anche per evitare problemi di altra natura: a Modena, secondo quanto riferito dalle cronache,  alcuni sanitari hanno iniettato i residui delle fialette Pfizer ad amici e conoscenti. E non è certo un caso se  i carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità, dall’avvio della campagna vaccinale, monitorano in modo permanente l’intera filiera del vaccino, ispezionando le Asl e gli ospedali romani per verificare le modalità di gestione del farmaco, compreso lo smaltimento dei residui. Il trucchetto escogitato da farmacisti ospedalieri e assessorato potrà ora alleggerire anche il  lavoro di controllo dei militari dell’Arma: ai  flaconcini di vaccino, una volta prelevate le  dosi autorizzate, verrà aggiunto un colorante. E il residuo, a quel punto inutilizzabile, verrà distrutto.