Il Ddl Concorrenza è legge: ecco le novità

Il Ddl Concorrenza è ufficialmente “Legge”.

Il Ddl apre la titolarità dell’esercizio della farmacia privata anche alle società di capitali e alle società cooperative a responsabilità limitata, anche se la partecipazione «è incompatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco, nonché con l’esercizio della professione medica». I soggetti che possono diventare titolari dell’esercizio della farmacia comunque «possono controllare direttamente o indirettamente» «non più del 20% delle farmacie esistenti nel territorio della medesima regione o provincia autonoma». Dovrà vigilare l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che «provvede ad assicurare il rispetto delle disposizioni».

La direzione della farmacia gestita dalle società è affidata  «a un farmacista in possesso del requisito dell’idoneità» e lo stesso direttore può essere sostituito, qualora si verifichino le condizioni previste, «da un farmacista in possesso del requisito dell’idoneità».

«Lo statuto delle società di cui all’articolo 7 e ogni successiva variazione, ivi incluse quelle relative alla compagine sociale e , sono comunicati, entro sessanta giorni, alla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani nonché all’assessore alla sanita della competente regione o provincia autonoma, all’ordine provinciale dei farmacisti e all’azienda sanitaria locale competente per territorio» dalla sua adozione.
Inoltre,  «nei comuni con popolazione inferiore a 6.600 abitanti, in cui le farmacie, non sussidiate, risultano essere soprannumerarie per decremento della popolazione, è consentita al farmacista titolare della farmacia, previa presentazione di apposita istanza, la possibilità di trasferimento presso i comuni della medesima regione ai quali, all’esito della revisione biennale, spetta un numero di farmacie superiore al numero di farmacie esistenti nel territorio comunale». Ciò  avviene «sulla base di una graduatoria regionale per titoli, che tenga conto anche dell’ordine cronologico delle istanze di trasferimento presentate, e che si perfezioni» prima «dell’avvio della procedura biennale del concorso ordinario per sedi farmaceutiche». «Ove l’istanza del farmacista venga accolta, il trasferimento si perfeziona previo pagamento di una tassa di concessione governativa una tantum pari a 5.000 euro».
Inoltre,  «gli orari e i turni di apertura e di chiusura delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale stabiliti dalle autorità competenti costituiscono il livello minimo di servizio che deve essere assicurato da ciascuna farmacia. È facoltà di chi ha la titolarità o la gestione della farmacia di prestare servizio in orari e in periodi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori, purché ne dia preventiva comunicazione all’autorità sanitaria competente e all’ordine provinciale dei farmacisti e ne informi la clientela mediante cartelli affissi all’esterno dell’esercizio».

Sull’articolo 11, comma 7, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, con una novità importante. «Ove  i candidati  che  concorrono  per  la  gestione   associata   risultino vincitori, la titolarità della farmacia assegnata è condizionata al mantenimento  della  gestione  associata  da   parte   degli   stessi vincitori, su base paritaria, per un periodo  di  tre anni dalla data di autorizzazione all’esercizio della farmacia (prima erano dieci),  fatta salva la premorienza o sopravvenuta incapacità».

Per i medicinali utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili, il decreto dispone che il testo, riportante  che    «i  medicinali disciplinati dall’articolo sono forniti dai produttori e dai grossisti direttamente alle strutture autorizzate a impiegarli o agli enti da cui queste dipendono» abbia  aggiunte le seguenti parole: «ovvero alle farmacie».