I farmacisti ai tempi di Covid visti dai figli, concorso dell’Ordine

Kid drawing on white paper her happy family. Top view

Roma, 27 aprile – Molte farmaciste e farmacisti sono, ovviamente, anche genitori. E, in questo periodo di emergenza epidemica, appartenendo a una delle categorie professionali più esposte al rischio di contagio, rientrano a casa con il cuore più stretto e molte preoccupazioni in più, su tutte quella di correre il rischio di portare il coronavirus tra le pareti domestiche e trasmetterlo ai propri figli. Un timore pesante, che si aggiunge ai tanti gravami della professione e che non di rado affiora comprensibilmente nelle testimonianze (che talvolta sono umanissimi sfoghi) che farmaciste e farmacisti affidano alle piattaforme social.

Ma se  – grazie alla condivisione su chat e gruppi di discussione on line – sappiamo qualcosa sui sentimenti delle farmaciste e dei farmacisti a proposito di famiglia e (in particolare) figli, non sappiamo nulla di come i figli vivano questa fase emergenziale che li costringe a casa, spesso da soli, senza scuola, senza amici, senza sport e senza feste e, soprattutto, spesso senza la presenza e l’aiuto di un genitore, impegnato a svolgere il suo lavoro in prima linea nella battaglia al coronavirus. Né sappiamo di come essi vivano, in questo particolare momento, il ruolo professionale del papà o della mamma (talvolta di tutti e due insieme) che dietro il bancone devono garantire il loro servizio ai cittadini. Eppure, il loro punto di vista – certamente unico – può essere prezioso come nessun altro per provare a restituire uno spaccato della “professione del farmacista ai tempi di Covid” e per contribuire a mettere a fuoco i contorni, i significati e il senso di una storia che in qualche modo va capitalizzata e della quale bisognerà tenere sempre traccia e memoria, perché con ogni probabilità inciderà molto su come noi tutti saremo domani, e ancora di più (probabilmente) su cosa e come sarà domani la professione farmaceutica.

Da qui l’idea dell’Ordine dei Farmacisti di Roma di dare vita a un piccolo concorso “artistico” (sia consentito l’uso dell’aggettivo) riservato appunto ai figli dei farmacisti e finalizzato a restituire, attraverso la loro diretta sensibilità, filtrata ed espressa con disegni (i più piccoli) e parole (i più grandicelli), un ritratto di cosa l’emergenza coronavirus abbia significato per i loro genitori che indossano il camice e il caduceo, professionisti ma prima e sopra di tutto esseri umani.

Il concorso (i cui termini sono illustrati sul sito dell’Ordine di Roma a questo link) si intitola molto semplicemente “Mia madre/ mio padre è farmacistaed è rivolto ai ragazzi dalla prima elementare al quinto anno di scuola superiore. È articolato in quattro sezioni, a seconda della fascia d’età dei partecipanti: la prima è riservata ai bambini di prima e seconda elementare, che potranno partecipare inviando un disegno  a tema. Per la seconda sezione, aperta ai bambini di III, IV e V elementare, è invece richiesto un elaborato che potrà essere realizzato sia scrivendo a mano (come usava una volta), sia usando il computer. Anche per la terza sezione (ragazzi di I,II e III media inferiore) e per la quarta (ragazzi della scuole medie superiori) è richiesto l’invio di un elaborato dattiloscritto, che non dovrà superare le quattro cartelle.

Le opere dovranno essere trasmesse esclusivamente via mail all’indirizzo iscritti@ordinefarmacistiroma.it, seguendo le indicazioni fornite al riguardo dal bando di concorso reso disponibile sul sito dell’Ordine, e dovranno essere spedite entro il termine improrogabile delle ore 24 del 31 maggio 2020. Per ciascuna categoria sono previsti tre vincitori: quelli della sezione scuole elementari riceveranno  buoni libri e cartoleria di valori decrescenti dal primo al terzo (250, 150 e 100 euro per la sezione scuole elementari), nelle altre due sezioni ciascun vincitore si assicurerà un computer portatile e il secondo e il terzo buoni libri rispettivamente di 250 e 150 euro. I premi saranno distribuiti ai vincitori entro il 30 giugno 2020 e i vincitori riceveranno comunicazione diretta tramite mail o telefono. A valutare gli elaborati che perverranno e ad assegnare, a suo insindacabile giudizio, i premi in palio sarà un’apposita giuria nominata e presieduta dal presidente dell’Ordine,  Emilio Croce.

Il regolamento del concorso prevede anche espressamente che tutti i partecipanti al concorso possano intervenire alla Festa della Professione che l’Ordine dei Farmacisti celebra ogni anno al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico per premiare gli iscritti giunti alle nozze d’oro con la professione: nell’occasione, potranno ritirare  un attestato e un  premio di partecipazione.

L’Ordine si riserva anche la possibilità di pubblicare le opere segnalate in un volume appositamente prodotto, oltre che sui suoi canali istituzionali di informazione, web e cartacei.