Grillo alle Regioni: “Alleati nell’interesse dei cittadini”

Roma, 21 giugno – “Un Servizio sanitario nazionale robusto e civile, che combatta le diseguaglianze tra le diverse aree del Paese, che non neghi i diritti costituzionalmente tutelati dei cittadini, è un segno irrinunciabile di civiltà e di crescita sociale. Questo è l’impegno che mi assumo come ministro e questo chiedo alle Regioni e alle Province autonome, per affrontare con atti concreti e con un costante sforzo comune tutte le esigenze e i numerosi problemi che la Sanità pubblica e i cittadini hanno davanti”.

Con queste parole il ministro della Salute Giulia Grillo (nella foto) ha concluso il suo intervento all’incontro di ieri con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, primo atteso momento di confronto sui temi della sanità per registrare le posizioni su quello che, dichiaratamente, è l’obiettivo comune, ovvero migliorare l’erogazione e l’organizzazione dei servizi a disposizione dei cittadini, a prescindere dalle Regioni di residenza.

L’incontro ha fatto registrare una prima convergenza in ordine alle quattro tematiche sulle quali intervenire in via prioritaria. La prima è la determinazione del fabbisogno di medici specialisti, al fine di supplire a carenze di organico, vera e annosa spina nel fianco dei vari sistemi sanitari regionali.

Non meno urgente intervenire sulle liste d’attesa e il relativo piano nazionale: da troppi anni i cittadini aspettano un documento conforme alla realtà della situazione, con risultati, organizzazione e utilizzo degli strumenti di controllo e accesso rapido e trasparente ancora una volta differenti tra le diverse aree del Paese.

Tra i nodi da affrontare in via prioritaria c’è quindi la governance della farmaceutica, a partire dall’annosa problematica del payback, che si trascina da non pochi anni e che mette seriamente a rischio la sostenibilità dei conti di molte Regioni. Altro obiettivo che richiede una mobilitazione comune è quello dell’eliminazione delle disuguaglianze  sul territorio nazionale nell’erogazione delle prestazioni, avviando un processo di cambiamento che non potrà prescindere dalla partecipazione attiva di tutte le Regioni e Province. Tutti temi che saranno approfonditi a partire dai prossimi giorni (al riguardo, l’incontro di ieri ha definito una sorta di metodo di lavoro) e che rimandano, inevitabilmente,  al problema fondamentale delle risorse necessarie per perseguire gli obiettivi

 “Il ministero della Salute non sarà commissariato dal Mef” ha detto al riguardo la ministra. “Il mio impegno è di aumentare il Fondo sanitario nazionale per venire incontro alle esigenze delle Regioni e ai bisogni degli assistiti. E di farlo concretamente, senza con una mano prendere, e con l’altra togliere, come è avvenuto nella passata legislatura. Ma senza erogazioni a pioggia, chiudendo realmente i rubinetti delle inefficienze e arrestando la spesa improduttiva e gli sprechi”.

Sul tema dei farmaci, la ministra della Salute è tornata nelle risposte alle domande rivolte dai giornalisti al termine dell’incontro. Niente di più che indicazioni di ordine generale, che però confermano come la riforma complessiva della governance della spesa farmaceutica sia tra le priorità della nuova titolare del dicastero e già oggetto di dialogo con le Regioni. Il tema annoso del superamento del sistema del payback e quello del prezzo-volume, decisivo per il governo della spesa farmaceutica ospedaliera  (in particolare per i farmaci innovativi, che incidono pesantemente sulla spesa pubblica) sono due degli aspetti brevemente richiamati dalla ministra, che però ha affermato con chiarezza che la questione è impegnativa e richiede altri confronti  per mettere a punto una “ricetta” in grado di rispondere in modo efficace e adeguato ai problemi della farmaceutica, a partire da quello della sostenibilità della spesa.

Rispetto alla quale, ha detto Grillo rispondendo ai giornalisti, non si può prescindere dalla promozione dell’uso dei farmaci equivalenti. “Il nostro Paese rimane uno di quelli che in Europa usa di meno i farmaci generici” ha affermato la ministra. “Su questo bisogna lavorare. Ovviamente non voglio obbligare nessuno, però esiste anche un problema di informazione e anche un po’ di storie fantasiose sul fatto che i generici sarebbero meno efficaci dei medicinali coperti da brevetto”. Da qui l’appello ai medici: “Invito tutti gli operatori della sanità, a partire dai medici di base, che già lo fanno comunque, a proporre sempre l’alternativa dei generici”.

Inevitabile anche una battuta sull’Aifa, oggetto nella passata legislatura del battagliero impegno in Parlamento  del Movimento Cinque Stelle, con la stessa Giulia Grillo in prima linea, finalizzato a una maggiore trasparenza nell’operato dell’agenzia, in particolare sul fronte delle relazioni con l’industria. “Confermo le mie critiche del passato e sul punto non faccio passi indietro” ha detto al riguardo la ministra “ma mi muoverò affinché si cambi registro. A tutti i livelli, anche al ministero, per garantire più trasparenza. Vedrete delle novità e mi auguro molto presto”.

Significative anche le puntualizzazioni su quella che è la prima scaturigine dei problemi della sanità italiana, ovvero il suo sotto finanziamento: “Cercherò di ridare ossigeno alla sanità pubblica, interloquendo con il ministero dell’Economia per avere un finanziamento adeguato a soddisfare tutti i livelli essenziali di assistenza” ha detto la titolare del dicastero, ribadendo l’intenzione di non cadere nei “giochetti del passato”. “Da un lato aumentavano di pochissimo il Fondo, dall’altro inserivano degli articoli in Legge di bilancio in cui toglievano fondi alle Regioni, per poi fare un’intesa su dove tagliare”. E quei tagli, ha ricordato la ministra, atteso il peso della sanità sui bilanci regionali, finivano inevitabilmente per ricadere su questa posta di spesa.

Sui farmaci, a margine dell’incontro, è intervenuto anche il coordinatore della Commissione Salute delle Regioni, l’assessore piemontese Antonio Saitta. “Nel corso dell’incontro ho ricordato che nella nostra Regione abbiamo dimostrato che sono possibili grandi risparmi con le gare per equivalenti e biosimilari ha detto l’assessore, precisando che su alcune gare sono stati ottenuti sconti del 90%. “Chi produce deve accettare le regole della concorrenza” ha concluso Saitta. “Con questa modalità si potrebbe risparmiare circa un miliardo e mezzo di euro all’anno,  risorse utili a finanziare il sistema”.