Governo in ordinaria amministrazione, Gentiloni chiarisce cos’è

Roma, 10 gennaio – Come è noto, dopo lo scioglimento delle Camere da parte del Capo dello Stato, il  governo guidato da Paolo Gentiloni (nella foto) è rimasto in carica per il disbrigo della cosiddetta’“ordinaria amministrazione” e per condurre senza scossoni il Paese fino alle elezioni del 4 marzo.

Ma in cosa consisterà l’ordinaria amministrazione? Cosa farà, insomma, il governo Gentiloni nei due mesi prevedibilmente ad alta densità polemica che ci separano dal voto?

A rispondere all’interrogativo è stato lo stesso presidente del Consiglio, spiegandolo ai suoi membri del suo governo con una lettera resa pubblica ieri da LabParlamento.it .

Il capo del governo illustra quali attività i vari ministri, viceministri e sottosegretari potranno svolgere da qui all’insediamento del prossimo esecutivo, precisando con chiarezza i confini del campo d’azione.

I membri dell’esecutivo dovranno anzitutto provvedere a condurre in porto i provvedimenti che necessitano di una conversione, proseguire le attività europee e internazionali  e mantenere “dritta la barra” sul fronte economico e finanziario.

Dovranno anche garantire sia il normale svolgimento delle relazioni con Conferenza Stato- Regioni, autonomie locali e Conferenza Unificata, sia la presenza del Governo in Parlamento per l’esame dei decreti soggetti a pareri delle Commissioni parlamentari e per eventuali conversioni in legge di decreti legge. Le convocazioni dell’esecutivo procederanno pertanto come al solito, e andranno portate a termine anche le nomine  di enti e organismi pubblici ancora non portate a termine, come quelle del Cnel e Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

Attività correnti e necessarie, insomma. Tra le quali quasi certamente non rientrerà  (per fare un esempio di diretto interesse per la farmacia) il decreto previsto dalla Legge di bilancio 2018 con il quale il ministero della Salute, di concerto con il MEF, dovrà individuare le Regioni nelle quali avviare la sperimentazione sulla “farmacia dei servizi”. Del provvedimento, pertanto, si dovrà occupare il primo governo della prossima legislatura. Spostando così un po’ in avanti, ça va sans dir, l’inizio della sperimentazione.