Governo Draghi, per i vaccini si pensa a polo produttivo italiano

Roma, 23 febbraio – Il Governo Draghi nel suo primo Consiglio dei ministri operativo, tenutosi ieri,  ha varato un decreto anti-Covid che proroga il blocco degli spostamenti interregionali. Le misure restrittive sono state prolungate in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica. Ancora per un mese, dunque,  fino al 27 marzo 2021, continuerà su tutto il territorio nazionale il divieto di spostarsi tra diverse Regioni o Province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Sempre fino al 27 marzo prossimo, nelle zone rosse non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute. Gli spostamenti verso abitazioni private abitate restano invece consentiti, tra le 5 e le 22, in zona gialla all’interno della stessa Regione e in zona arancione all’interno dello stesso Comune, fino a un massimo di due persone, che possono portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone conviventi disabiGiancarlo Giorgetti - Wikipediali o non autosufficienti. Nelle zone arancioni, per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini.
Non sono però le uniche notizie sul fronte delle misure di contrasto alla pandemia. Per quanto riguarda i vaccini, ad esempio, merita di essere segnalato che a Roma sarà attrezzato un polo vaccinale riservato al personale scolastico alla Nuvola all’Eur, mentre l’8 marzo partirà  un apposito hub alla stazione Termini. E Farmindustria si è resa  disponibile a lavorare per produrre vaccini in Italia. Ci sono già stati contatti fra il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (nella foto a destra) e le aziende farmaceutiche per ipotizzare una capacità vaccinale italiana, valutando la possibilità che i vaccini si possano produrre Italia.
Un incontro al riguardo è possibile già oggi, almeno secondo Farmindustria, mentre intanto si sta facendo una ricognizione tra le aziende per vedere chi ha le macchine adatte (i bioreattori) per partecipare eventualmente alla produzione. La sigla degli industriali  ha comunque subito tenuto a precisare che “non è come schiacciare un bottone, ci vogliono 4-6 mesi dall’avvio della produzione”.
L’ipotesi vede del tutto allineato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che sollecita le case farmaceutiche a consentire la produzione dei vaccini  in tutti i siti industriali che possono farlo: “Se vogliamo raggiungere presto l’obiettivo della liberazione dalla pandemia” ha detto il “governatore” del Lazio,  “dovremo spingere affinché  le case farmaceutiche, anche quelle col brevetto e riconoscendo un’indennità, permettano la produzione del vaccino in tutti i siti industriali che possono farlo, anche nel Lazio”.
“Bisogna decuplicare la produzione mensile  di vaccini, perché la sfida non è  solo vaccinare tutti” ha detto ancora Zingaretti. “Serviranno miliardi di dosi di vaccini per liberare il pianeta dalla pandemia. Non vorrei che la dimensione incredibile della domanda e la fatica a raggiungere quantitativi di livello industriale di vaccino renda tutto più complicato. L’industria farmaceutica italiana diventi uno dei polmoni produttivi del vaccino italiano e tutti siano messi in grado di produrlo e dare una svolta”.