Governo Conte, scatta l’ora X: oggi il voto di fiducia in Senato


Roma, 5 giugno – Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte (nella foto) esporrà oggi a mezzogiorno, nell’Aula di Palazzo Madama, il discorso programmatico del suo governo,  per poi recarsi a consegnarlo a Montecitorio. Confermati, secondo le ultime anticipazioni giornalistiche, tutte le promesse che M5S e Lega, i due partiti che hanno dato vita a quello che hanno autodefinito “governo del cambiamento”, hanno annunciato in campagna elettorale: flat tax, reddito e pensione di cittadinanza, superamento della legge Fornero, ridefinizione degli accordi di Dublino. Conte, però, dovrebbe anche riservare un passaggio in cui viene confermata la centralità dell’Europa, in ossequio alle raccomandazioni in tal senso del capo dello Stato Sergio Mattarella.

Il premier tornerà poi in Senato, dove alle 14.30 avrà inizio la discussione, che sarà seguita (l’orario previsto sono le 17.40)  dalle dichiarazioni di voto dei sette gruppi parlamentari costituitisi a Palazzo Madama. La prima “chiama” per il voto finale è prevista entro le 19.30 e, subito a seguire, la seconda “chiama”. Le previsioni fissano intorno alle 20.30 la fine delle operazioni di voto, che (salvo sorprese decisamente improbabili) “promuoveranno” il nuovo governo.

Al senato, infatti, l’esecutivo giallo-verde può contare su 167 voti certi, ovvero sei in più rispetto alla maggioranza assoluta, grazie ai 58 senatori leghisti e ai 109 pentastellati. In realtà, a questi voti se ne dovrebbero aggiungere un’altra manciata, stando alle assicurazioni ricevute da Conte nel suo giro di consultazioni, con altri 7-8 senatori (quattro dei quali dati per sicuri) dichiaratisi pronti a votare la fiducia al nuovo esecutivo. Che, in questo modo, conterebbe 174-175 voti favorevoli, con un rassicurante margine di 13-14 voti in più sulla soglia richiesta.

Al riguardo, bisogna anche ricordare che per effetto della  riforma del regolamento del Senato approvata nel dicembre 2017, il voto di astensione al Senato si uniforma a quello della Camera e non sarà quindi più considerato voto contrario rispetto alle previsioni iniziali, elemento che si traduce in un ulteriore vantaggio per il nuovo governo. Il gruppo di Fratelli d’Italia  (18 senatori), inizialmente intenzionato a votare contro il governo, sembra avere invece deciso per l’astensione. A votare contro conte e il suo governo, dunque, saranno soltanto Forza Italia (61 senatori), Pd (52) e alcuni senatori del gruppo Misto.
La giornata di oggi, accanto al voto sul Governo, registra anche un’altra importante scadenza: subito dopo la fiducia, infatti, si passerà alla costituzione delle Commissioni permanenti dei due rami del Parlamento, i gangli vitali dell’attività legislativa. Ciascun gruppo dovrà indicare i propri componenti, che poi eleggeranno il presidente e l’ufficio di presidenza di ciascuna commissione.