Glovo, +30% in un anno per consegne prodotti a domicilio da farmacie

Roma, 5 febbraio – La crescita esponenziale dell’acquisto di beni e servizi a distanza, con la progressiva e sempre più consolidata affermazione di nuove abitudini nei consumi quotidiani (si pensi, solo per fare l’esempio più eclatante, al cibo), il traffico congestionato dei grandi centri urbani, ma anche l’inarrestabile crescita della quota di popolazione anziana: sono solo alcuni dei fattori all’origine del successo che l’home delivery incontra e presumibilmente incontrerà sempre di più anche nel nostro Paese.
Una tendenza confermata ieri dai dati relativi alla sua attività in Italia resi noti da Glovo, società nata a Barcellona nel 2015, capace di raggiungere in meno di cinque anni ben 26 Paesi tra Europa, Africa e America Latina e già ufficialmente entrata a far parte dei cosiddetti “unicorni”, appellativo riservato alle start-up che raggiungono un valore superiore a un miliardo di dollari.

Nel 2019, secondo i dati del Glovo Delivery report, le consegne a domicilio sono aumentate del 247% rispetto al 2018. Il boom, però, non riguarda più solo il mondo del food, come verrebbe da pensare d’acchitto: lo scorso anno, infatti, sono significativamente cresciute anche le consegne dalle farmacie (+30%), con in testa tra le richieste degli utenti il paracetamolo (circa il 20% del totale), gli spray nasali e i test di gravidanza. Consistenti anche gli ordini di termometri, aspirine, medicinali per la gola e sciroppi antitosse.

A indagare in profondità i significati del dato che, pur parzialissimo, attesta il significativo successo dell’unicorno spagnolo in un preciso (e abbastanza tradizionale) segmento di mercato penseranno certaamente gli esperti e le aziende specializzate in market research. Anche a una prima e sommaria valutazione, però, non può sfuggire una lapalissiana evidenza: tra i molti servizi che, in un futuro che è già presente, le farmacie di comunità dovranno essere in grado di assicurare, quello che forse è il più basico di tutti, la consegna dei farmaci a domicilio del paziente, sarà imprescindibile.

Non mancano davvero gli operatori (come ad esempio FarExpress e PharmAp, solo per fare due nomi) inseriti già da anni in questo particolare settore, che a volerlo considerare a tutto tondo ha specificità che superano le problematiche del mass market, soprattutto se il servizio di home delivery  si estende (come è inevitabile che sia, per essere efficace, efficiente e funzionale) anche ai farmaci su ricetta, con le problematiche annesse, a partire dal ritiro della ricetta dal medico, nel rispetto della normativa vigente.

I risultati estremamente positivi registrati da Glovo lo scorso anno sono dunque un’occasione per una riflessione su un servizio che è tutt’altro che una Cenerentola e davanti al quale si aprono spazi molto ampi. E che solo per questo meriterebbe qualche attenzione in più.