Gli sciacalli di Covid-19, offensiva dell’Agcm contro le truffe on line

Roma, 26 marzo – La diffusione della pandemia di Covid-19 è purtroppo accompagnata da quella altrettanto veloce di pratiche commerciali scorrette quando non smaccatamente truffaldine. Uno scenario preoccupante, anche per i potenziali, gravi effetti sulla salute delle persone, sul quale l’Antitrust continua a mantenere accesi i riflettori,  avviando  procedimenti contro molte piattaforme online, dalle più grandi alle più piccole, ogni qual volta ne ravvisi la necessità. I tentativi di estorcere denaro ai consumatori, facendo leva sull’ansia e paura legate al contagio da Covid-19, sono infatti moltissimi e non risparmiano nessun genere commerciale: detergenti, cosmetici, integratori, raccolte fondi, farmaci “miracolosi”,  tutto si presta a turlupinare i consumatori, facendo leva sui timori generati dall’epidemia in corso.

Qui di seguito, una breve rassegna delle truffe (opportunamente segnalate nei giorni scorsi sul sito dell’Agcm) che hanno reso necessario l’intervento dell’Autorità garante.  Il sito “Carlita Shop” propone una serie di prodotti dalle infondate capacità antivirali, antibatteriche, antisettiche e di rafforzamento del sistema immunitario, di protezione delle vie respiratorie, e così via. Inoltre, si vantano le proprietà disinfettanti e le capacità di contrastare il contagio. Nessuna di queste affermazioni trova riscontro nella letteratura scientifica e nessuno di questi prodotti è un presidio medico-chirurgico. Per questo motivo, l’Agcm ha ritenuto le modalità di promozione “ingannevole e aggressiva”, in quanto viene alterata la capacità di valutazione dei consumatori.

Visto l’allarme per il numero di contagi e decessi sempre crescente, non mancano i farmaci anti-coronavirus. Il 17 marzo scorso, l’Antitrust aveva avviato un procedimento contro la vendita del farmaco generico Kaletra, un antivirale per il trattamento delle infezioni da Hiv, reclamizzato e venduto on line (al prezzo di 634,44 euro!)  come l’“unico farmaco contro il Coronavirus (Covid-19)” e l’“unico rimedio di combattere il Coronavirus (Covid -19)” pur se, allo stato, come dichiarato dalle autorità sanitarie mondiali, non esiste una cura efficace per combattere il virus.  Anche in questo caso la pubblicità è stata ritenuta “ingannevole e aggressiva” dall’Autorità, che ha provveduto a oscurare il sito web, per l’esigenza urgente di interrompere la diffusione di una pratica estremamente grave e perchè, benché il sito lasci intendere che la vendita on line del prodotto sia lecita e che il professionista operi in un contesto di piena legalità,  la vendita on line di farmaci come il Kaletra non è consentita in Italia poiché soggetta alla presentazione della prescrizione medica.

Per quanto riguarda invece la raccolta fondi a scopo benefico, è stata discussa la modalità con cui viene pubblicizzata. Infatti, l’Antitrust è intervenuta per “interrompere la diffusione di una pratica estremamente grave”, secondo cui molte delle donazioni a favore degli ospedali e dei reparti ospedalieri delle zone più colpite, vengono presentate come gratuite e senza costi. In realtà, esistono dei costi connessi alle transazioni con carte di debito e di credito, dei quali i donatori debbono essere correttamente informati.

Anche i colossi del web, Amazon ed Ebay, si sono ritrovati sul banco degli imputati. A fine febbraio, la vendita di prodotti, come igienizzanti e mascherine chirurgiche, avevano toccato prezzi esagerati, fino a superare esponenzialmente il loro valore.

Poi vi sono anche dispositivi medici che millantano di essere “in grado di diagnosticare il virus” comodamente a casa. Si tratta del “Rapid Test Covid-19”, che permetterebbe alle persone di auto-diagnosticarsi, in modo facile e veloce, l’eventuale contagio, al prezzo di 24,86 euro. Il prodotto in questione viene reclamizzato come un dispositivo medico diagnostico destinato ad essere utilizzato a domicilio, da parte di persone non esperte di test diagnostici, al fine di auto-diagnosticare in maniera rapida ed affidabile l’eventuale contagio da Covid-19. In realtà, le informazioni fornite dal professionista sull’efficacia del test, sulla sua destinazione di uso e sul suo carattere sperimentale appaiono ambigue, confuse e oscure. L’Agcm ha ritenuto, in particolare, che le modalità di promozione e vendita del prodotto siano prima facie ingannevoli e aggressive, idonee ad alterare la capacità di valutazione del consumatore, dal momento che il professionista sfrutta l’allarme suscitato dal costante aumento del numero dei soggetti contagiati dal Covid-19 e dal rischio di mortalità conseguente alla contrazione del virus, nonché dalla diffusione di notizie circa le presunte difficoltà di approvvigionamento di “tamponi” da parte delle strutture sanitarie pubbliche. Da qui la decisione di adottare un provvedimento di oscuramento e sospensione del sito,  motivato dall’esigenza di interrompere la diffusione di una pratica estremamente grave, tale da rendere urgente e indifferibile l’intervento dell’Autorità.

Sono solo alcuni esempi delle truffe online che stanno invadendo il web. Per questo motivo, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato continua a monitorare incessantemente e con estrema attenzione il mercato. Perché il web, si sa, è velocissimo, quanto e più dei virus. E  per ogni sito che viene chiuso, altri ne vengono immediatamente aperti, spesso con “mutazioni” infinitesimali che li rendono ancora più aggressivi e, ovviamente, pericolosi.