Farmacap, la Giunta di Roma: “La salveremo e resterà pubblica”

Roma, 11 marzo – Dopo mesi di sostanziale disinteresse delle istituzioni capitoline, ove si eccettuino le sortite di qualche consigliere dell’opposizione, peraltro sporadiche, con denunce e allarmi sulle preoccupanti condizioni di salute dell’azienda e sul rischio  di una sua possibile privatizzazione e alienazione, ieri Farmacap (l’azienda speciale sociosanitaria che gestisce le 45 farmacie comunali della Capitale) è stata al centro di un’Assemblea capitolina espressamente convocata per discutere della sua situazione e della sua sorte.

Sulla quale, a giudicare dagli esiti dell’incontro-fiume di ieri, che ha visto l’approvazione all’unanimità di ben sei ordini del giorno, non dovrebbero esservi dubbi: Farmacap e le sue farmVisualizza immagine di origineacie resteranno un asset pubblico e l’azienda va subito rimessa in linea di galleggiamento, approvando i bilanci dal 2013 al 2019, restituendole una governance solida e capace di operare  e – soprattutto – garantendo  forme di tutela dei dipendenti.

Insomma, “l’obiettivo di Roma Capitale è quello di salvare l’azienda Farmacap, garantendo le risorse finanziarie più urgenti, e riportare il pareggio finanziario attraverso un serio piano di risanamento che ne valorizzi gli asset produttivi, farmaceutico e sociale, per i cittadini” ha assicurato l’assessore al Bilancio Gianni  Lemmetti (nella foto) nella sua replica ai molti interventi succedutisi, conclusa con l’impegno a non dismettere l’azienda.

Impegno, lo annotiamo per esclusivo dovere di cronaca, che arriva in prossimità della scadenza della consiliatura della giunta di cui l’assessore fa parte. Per quante perplessità possa suscitare questa tardiva disponibilità a risolvere i molti problemi (soprattutto di natura finanziaria) di Farmacap, è comunque doveroso registrare e segnalare quanto riferito da Lemmetti che, per consentire il salvataggio dell’azienda speciale e il conseguente piano industriale, ha affermato di avere attivato “un’interlocuzione con il Governo: occorre colmare il vuoto normativo che impedisce per le aziende speciali l’attivazione del meccanismo di risanamento delle società partecipate”.

“L’impegno lo manteniamo e lo manteniamo nel corso del tempo, se la Giunta avesse avuto mire rispetto una dismissione di Farmacap gli atti per farlo c’erano già tutti “ ha detto ancora Lemmetti, rispondendo così a tutti coloro (in testa i rappresentanti dei sindacati) che sospettano che dietro le drammatiche dichiarazioni rese il 25 febbraio scorso dal commissario straordinario Marco Vinicio Susanna vi sia in realtà proprio il disegno di procedere alla trasformazione societaria dell’azienda speciale, finalizzata alla sua privatizzazione e cessione sul mercato.

Il commissario straordinario, come riferito il 26 febbraio dal nostro giornale, disse in quell’occasione ai sindacati che il gravissimo stato di sofferenza finanziaria dell’azienda avrebbe reso impossibile, a partire da marzo, sia corrispondere gli stipendi ai dipendenti sia garantire l’acquisto delle forniture. A far precipitare la situazione, spiegò Susanna, sarebbe stata la riduzione di due milioni del fido bancario, decisa dall’istituto di credito di riferimento di Farmacap a seguito del rilevante calo del fatturato aziendale. Denunciando davanti ai rappresentanti sindacali l’assenza di interventi della Giunta capitolina sulla crisi finanziaria dell’azienda, Susanna affermò anche, insieme al presidente del collegio dei revisori Giampaolo Cocconi, che senza un sollecito intervento di ricapitalizzazione di 12 milioni di euro (questa la cifra riferita) e senza l’approvazione dei bilanci 2013-2019, per Farmacap si sarebbe inevitabilmente aperta la strada della liquidazione amministrativa coatta.

Pur non entrando nel dettaglio di affermazioni così pesanti (che Gianpaolo Rosato, intervenuto in Aula in rappresentanza di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi, ha avuto occasione di rammentare e riferire),  Gelmetti ha voluto ribadire che “l’intento dell’Assemblea capitolina e della Giunta è il mantenimento dell’azienda speciale e metteremo a bilancio le risorse necessarie per riuscirci”.

Gli interventi succedutisi in Assemblea sono stati davvero molti, anche se praticamente sovrapponibili, tutti incentrati com’erano sulla parola d’ordine “Salviamo il soldato Farmacap” (tanto che Stefano Fassina daticamera 2018.jpgviene da chiedersi come mai negli ultimi anni nessuno abbia praticamente alzato una paglia per risolvere il pur evidente stato di difficoltà dell’azienda). Per tutti, ricordiamo quello di  Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma (nella foto a sinistra),  che – senza tanti giri di parole – ha voluto ricordare che per un’azienda sull’orlo del fallimento, qual è oggi Farmacap, “servono risposte immediate non generici impegni per il futuro. Va innanzitutto definitivamente confermata la forma di azienda speciale attraverso l’abrogazione delle previsioni di trasformazione in SpA contenute nelle delibere del 2015 e 2018” ha detto il consigliere  “Va definito il piano industriale e economico finanziario e si devono approvare i bilanci. Nell’immediato, la Giunta deve ricapitalizzare l’azienda e risolvere la carenza di liquidità, senza svenderne il patrimonio immobiliare”.

“La Giunta Raggi deve intervenire ora, altrimenti, vuol dire induzione al fallimento e privatizzazione dell’inestimabile valore sociale di 45 farmacie comunali” ha quindi concluso Fassina. “È inconcepibile che, in una fase di pandemia, nonostante l’impegno straordinario del personale, si abbandoni un presidio sanitario e sociale cosi’ prezioso, soprattutto nelle zone più difficili della città”.

Sempre a proposito dell’allocazione delle 45 farmacie Farmacap nella città, il consigliere del M5s Marco Terranova ha voluto sottolineare che esse si trovano “in luoghi dove chi fa impresa non penserebbe mai di aprire una farmacia. La vocazione di Farmaap è portare servizi“. Valeria Baglio, consigliera del Pd già più volte intervenuta in Consiglio sul dossier Farmacap,  è tornata sulla necessità di fatti e non più di parole: “Servono atti concreti per mettere in sicurezza l’azienda e pagare gli stipendi, non bastano davvero più le dichiarazioni di disponibilità”.

Dichiarazioni che, come tutte le altre, a partire dagli impegni formali di Lemmetti, che i sindacati hanno registrato con attenzione ma accolto con molte riserve: anch’esse, finché non si tradurranno con la necessaria immediatezza in fatti concreti, appartengono alla categoria delle parole. E le parole, per rassicuranti che vogliano sembrare. non bastano davvero a cambiare la decisione delle sigle sindacali di rimanere in costanza di mobilitazione e pronti a organizzare altri presidi o altre forme di azione e di protesta come quello organizzato ieri a Piazza del Campidoglio, premiato da una grande affluenza dei lavoratori Farmacap (erano presenti almeno 200 dei 330 dipendenti  dell’azienda). Quel che si è potuto comprendere dalla “affollata” (in tutti i sensi) giornata di ieri è che gli stipendi di marzo – così almeno riferiscono fonti sindacali – dovrebbero comunque essere corrisposti. Per il resto, è tutto da vedere. E i sindacati vogliono aspettare di vederlo mantenendosi pronti a combattere: “Non ci sono solo in gioco i nostri stipendi, c’è in gioco il nostro futuro e quello delle nostre famiglie” spiega Rosato. “E con esso c’è in gioco il destino di un’azienda che è un patrimonio di Roma e dei suoi cittadini“,