Giombini: “Farmacie, in catene o indipendenti, il grossista partner ideale”

Roma, 13 ottobre – L’ingresso del capitale? Produrrà con ogni probabilità la divisione in quattro diversi modelli del retail farmaceutico nazionale. Il primo è quello delle catene di farmacie controllate in quota maggioritaria, modello di business “con rigorose logiche di gestione, facilmente comprensibili”.

Il secondo modello sono le catene di farmacie partecipate in quota minoritaria, la categoria che teoricamente più e meglio risponde all’aspettativa di molti farmacisti, anche per il fatto di essere stata indicata dalle rappresentanze di categoria dei farmacisti, nel corso del dibattito che ha accompagnato il lungo iter del ddl Concorrenza, “come l’evoluzione più pura e accettabile” ed è dunque prevedibilmente destinata a raccogliere ampio consenso, anche se “nei fatti vedrà difficoltà nell’applicazione, poiché poggia la sua sostenibilità su sistemi di garanzie complessi e su regole di governance forti”.

Segue il modello delle  reti di farmacie indipendenti aggregate, sia con lo sviluppo delle catene virtuali già presenti sia con la nascita di nuove realtà, che necessiteranno anch’esse di una ferma e convinta adesione alle regole del network, “pena l’espulsione come da un tapis-roulant se si smette di correre”.

Da ultimo, il modello delle  farmacie individuali, totalmente autonome e indipendenti, che “costituiranno a lungo il nocciolo duro del sistema, proseguendo di fatto nel solco attuale e trasformandosi in parte in società di capitali, per poi magari spostarsi verso i segmenti superiori in accordo alle logiche di mercato – ovvero l’attrattività economica, il successo nonché la capacità di creare valore – piuttosto che per altri fattori (per esempio scelte generazionali, opportunità di liquidare parte del valore della farmacia così come decisione di accrescerne le potenzialità con investimenti finanziati da capitali di terzi)”.

Questa, a giudizio del presidente di Adf, Mauro Giombini (nella foto), la prevedibile “stratificazione”  delle farmacie a seguito dell’impatto del capitale sul settore. Il presidente della sigla dei distributori l’ha illustrata nell’editoriale a sua firma sul numero di ottobre del Quaderno della distribuzione farmaceutica, diffuso ieri, invitando a mantenere un atteggiamento positivo davanti alle “diverse opportunità che la legge ha contribuito a rendere possibili”, tra le quali “ciascun attore potrà scegliere”.

Giombini spiega che, quale che sia la scelta effettuata, l’esigenza primaria per una sana e corretta competitività nel servizio al paziente/cliente sostenibile economicamente “passa attraverso l’ottimizzazione delle attività operative e la compressione dei costi,

con un consistente e convinto recupero di quelli che non generano valore, ma anzi ne producono di ulteriori come, per esempio, l’eccessivo numero delle consegne complessive“.

Per il presidente di Adf vanno dunque “ripensate e riviste in un’ottica realistica le logiche con cui andrà effettuato il servizio farmaceutico moderno: tanti sono i campi in cui farmacisti e grossisti sono assolutamente partner designati e complementari da sempre e in ogni

modalità di erogazione del farmaco, ivi compresa la Distribuzione per conto”.

Ricordata la liaison storica e a suo giudizio imprescindibile tra farmacie e distributori, Giombini lancia un warning nei confronti di “quei soggetti nuovi, estranei al settore, che dovessero farsi avanti”:  “Istituzionalmente ci consideriamo disponibili a collaborare anche nel monitoraggio della provenienza del capitale, con riguardo alle incompatibilità di legge e non solo” scrive il presidente dei distributori al riguardo, che poi conclude preoccupandosi di ribadire che, quale che sia l’evoluzione provocata dal capitale e il modello di retail –  catene/reti/network/farmacie indipendenti – “non cambia la sostanza: rafforzare il rapporto sinergico farmacia/distributore è stato finora e sarà ancor più strategico e funzionale per il futuro dell’intero sistema, a beneficio finale del paziente/cliente al quale dovrà essere dedicata sempre più attenzione e andranno garantiti sempre nuovi servizi. Quale che sia la scelta effettuata, il farmacista sa che il distributore è il partner ideale”.