Gimbe: Covid trasmesso anche da asintomatici, conferma da studi

Roma, 11 giugno – “Circa il 40-45% delle persone infette da Sars-CoV-2 risultano senza sintomi, suggerendo un elevato potenziale del virus di diffondersi nella popolazione in maniera silenziosa ed estesa. Considerato che nelle varie coorti non è sempre possibile distinguere gli asintomatici dai pre-sintomatici, i ricercatori riportano in maniera conservativa che gli infetti che non sviluppano alcun sintomo sono almeno il 30%”.

Ad affermarlo è il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta (nella foto), facendo riferimento alla pubblicazione sugli Annals of Internal Medicine di una revisione dei dati di 16 coorti che sintetizza le migliori evidenze disponibili sull’infezione asintomatica da Sars-CoV-2, compresa quella italiana di Vò Euganeo.

Dalle evidenze scientifiche raccolte in questi mesi dagli esperti in merito agli asintomatici e alla trasmissione del virus emerge che le persone infette che non presentano sintomi sono tra il 40% e il 45% dei contagiati totali. In alcuni casi non è possibile distinguere tra asintomatici e pre-sintomatici, ma secondo i ricercatori le persone che contraggono il virus e non presentano alcun sintomo sono comunque almeno il 30% del totale.

Numeri che evidenziano come il virus si sia diffuso tra la popolazione in maniera silenziosa ed estesa. Inoltre, questi soggetti, possono trasmettere il Covid-19 per un periodo prolungato, anche maggiore di 14 giorni. E la carica virale non è minore di quella registrata in un paziente che sviluppa i sintomi. In ogni caso,  secondo gli scienziati la carica non sembrerebbe coincidere con la trasmissibilità del virus, pur ammettendo che si tratta di campi non ancora studiati adeguatamente.

Non presentare sintomi, comunque, non equivale a non subire lesioni da parte del virus: alcune TAC effettuate sulla Diamond Princess e in Corea del Sud hanno infatti dimostrato che anche negli asintomatici sono state rilevate delle anomalie polmonari subcliniche. Anche in questo caso, però, sono necessari ulteriori studi.

Tutti questi elementi di conoscenza, secondo Gimbe, guidano verso una sola direzione, l’assoluta necessità di  estendere le strategie di testing, a partire dall’esecuzione dei tamponi, anche alle persone che non presentano sintomi. “Le evidenze ad oggi disponibili dimostrano che la prevalenza dei soggetti asintomatici è un fattore rilevante nella diffusione del contagio da Sars-Cov-2. Di conseguenza in questa fase della pandemia le misure di sanità pubblica devono essere orientate sia a identificare, tracciare e isolare i soggetti asintomatici, sia a fare rispettare il distanziamento sociale e utilizzare la mascherina quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza”, conclude Cartabellotta. Che non rinuncia a commentare le dichiarazioni del capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) Maria Van Kerkhove: “In questa fase molto delicata della pandemia” osserva il presidente di Gimbe con la consueta, asciutta franchezza “sarebbe opportuno conoscere i risultati della ricerca già disponibili, prima di lanciarsi in dichiarazioni ardite e pericolose, rischiando di condizionare le politiche sanitarie dell’intero pianeta”.