Gaudioso: “Mascherine, tracciare percorso per garantire trasparenza”

Roma, 15 maggio – Appena una settimana fa, in un’indagine sulla disponibilità sul mercato delle mascherine realizzata per il quotidiano La Stampa, Cittadinanzattiva fotografava una realtà decisamente poco confortante: tre farmacie su quattro a Milano sprovviste delle mascherine chirurgiche, a Torino una su due, con il 25% a venderle a tre volte il prezzo prefissato di 61 centesimi (50 +Iva) fissato dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri). Situazione analoga a Roma, con il 28% delle farmacie in over price e ben il 57% delle rivendite sprovvisto dei presidi,  percentuale che a Napoli sale al 62%, con il dato costante di un quarto delle farmacie interpellate con prezzo di vendita superiore a quello fissato (due e anche tre euro l’uno). Dalla rilevazione emergevano problemi anche per i guanti monouso, diventati più difficili da trovare e – quando reperibili, con prezzi schizzati da 5 euro a oltre 10 euro per la scatola da 100 pezzi.

“Qualcuno non ce la sta raccontando giusta” commentò nell’occasione il segretario generale Antonio Gaudioso (nella foto): “In un contesto del genere il rimpallo di responsabilità non è corretto. E il Commissario deve spiegare dove la catena di distribuzione si inceppa e intervenire senza pietà su chi specula”.

Di cosa sia avvenuto dopo (le polemiche feroci e i ripetuti incontri-scontri  tra Arcuri e i distributori farmaceutici, dopo aver finalmente dovuto riconoscere che “le farmacie non c’entrano niente”  con la carenza delle mascherine sui loro scaffali) il nostro giornale ha dato ampiamente conto nel corso dell’ultima settimana, sfociata nell’intesa firmata il 13 maggio sull’addendum al Protocollo siglato da commissario e filiera il 1° maggio scorso (ne riferiamo anche oggi qui), che dovrebbe aver posto fine alle criticità.

In attesa di verificare  se, alla luce degli sviluppi appena ricordati, la situazione migliorerà, Cittadinanzattiva, attraverso Gaudioso, lancia intanto una nuova proposta, quella di  tracciare tutte le forniture delle mascherine, così da sapere sempre che percorso fanno e dove si trovano, analogamente a quanto accade per i pacchi postali. “Un sistema trasparente, accessibile a tutti, che consenta di avere informazioni in tempo reale ed evitare speculazioni di ogni tipo” .

Considerate le difficoltà a reperirle nei punti vendita, “vogliamo sapere dove sono, chi le distribuisce fisicamente, chi le ha, con quale continuità vengono approvvigionati i depositi e quante ne vengono consumate. Credo sia una richiesta legittima, e sostenibile”. La cui realizzazione, secondo Gaudioso, non dovrebbe essere tale da comportare difficoltà: se esiste una app, Immuni, in grado di tracciare i movimenti delle persone, osserva, sarà molto più agevole e semplice tracciare il percorso delle mascherine .

“Abbiamo bisogno di dati certi e che ciascuno prenda le sue responsabilità” afferma ancora il segretario di Cittadinanzattiva. ” È giusto pretendere la fiducia, ma bisogna anche guadagnarla, per tutte le risorse che saranno gestite in questa fase è necessaria la massima trasparenza. Un sistema di tracciabilità è fondamentale perché bisogna evitare, oltre alla speculazione economica anche quella politica. Non metto in dubbio ciò che dice il commissario Arcuri” è la conclusione di Gaudioso “ovvero che sono state messe in produzione milioni di mascherine, dobbiamo sapere però dove sono e dove vanno a finire. Dal momento in cui vengono messe a disposizione vogliamo sapere chi le acquisisce, chi le distribuisce. E nelle mani di chi arrivano, dato che dalle nostre verifiche in farmacie e supermercati sul territorio ci risultano ancora mancanti”.