Gaudio (Aifa): “Medicinali scaduti, spreco da 8 miliardi”

Roma, 29 gennaio – Otto miliardi di compresse inutilizzate ogni anno nel nostro Paese, ovvero il 30%  dei 24 miliardi di dosi di farmaco che gli ospedali o i cittadini italiani acquistano ogni anno. Una quota enorme che va sprecata perché i farmaci hanno una loro naturale scadenza, che viene superata dopo alcuni mesi.

Ad accendere i riflettori su “un dato che pochi conoscono” è Carlo Gaudio, consigliere di amministrazione dell’Aifa e direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari e respiratorie della Sapienza di Roma, con un intervento a sua firma sul blog Dottor Post dell’Huffington Post.

Il danno economico, scrive Gaudio, è enorme: “Dato che la spesa per farmaci in Italia è di circa 29 miliardi di euro, il costo medio unitario di farmaco è dunque superiore ad 1 euro per dose. Dunque, lo spreco assomma ad almeno 8 miliardi di euro, dei quali gran parte potrebbero essere recuperati”.

Per riuscirci, secondo Gaudio, sarebbero sufficienti “due semplici soluzioni, sinergiche tra loro”. La prima è la distribuzione informatizzata e personalizzata dei farmaci in ospedale. Al riguardo, il consigliere Aifa cita l’esperienza al riguardo condotta da anni dall’ospedale Morgagni di Forlì: “È un sistema che funziona benissimo” scrive Gaudio “con milioni di euro risparmiati ogni anno, anche se naturalmente occorre un investimento iniziale nell’informatizzazione. Ma in questo modo vengono consegnate ai pazienti solo le compresse realmente necessarie e lo spreco si azzera”.

L’altra facile soluzione, che potrebbe essere introdotta con un semplice decreto ministeriale,  è quella di inserire una doppia scadenza sulle scatole dei medicinali: oltre a quella classica (in nero), una seconda scadenza, in rosso, che evidenzi gli ultimi mesi di validità. Un avviso “last months“, un po’ come accade con l’etichetta “ultimi giorni” che si vede al supermercato sulle confezioni degli alimenti vicini alla scadenza.

“Questo” sostiene Gaudio “aiuterebbe i cittadini, i medici, gli ospedali a rendersi conto di avere dei prodotti che stanno per scadere e che, se non occorrono più perché la terapia è terminata, possono essere riportati nelle farmacie comunali o consegnati a quelle Fondazioni/Onlus che si occupano della distribuzione gratuita dei farmaci ai non abbienti”.

In pratica, anziché finire nei bidoni per la raccolta differenziata dei farmaci nelle farmacie, con ulteriori costi per il loro smaltimento, i medicinali inutilizzati nei loro ultimi mesi di validità potrebbero essere usati – garrantendo la trasparenza del loro percorso – per garantire quelle “cure gratuite agli indigenti ” previste dal nostro dettato costituzionale.

Il questo modo, secondo gaudio, “si metterebbe fine – o almeno un freno – all’assurdo spreco. I miliardi risparmiati dallo Stato coprirebbero le nuove e crescenti spese per i cosiddetti farmaci innovativi” dal costo stratosferico, come quello dei farmaci per l’epatite C o per i nuovi farmaci oncologici, per i quali sono stanziati negli ultimi anni “centinaia di milioni di euro, sottratti di fatto al Sistema sanitario nazionale, cioè alla diagnosi e alla cura di tutte la altre patologie“.

Gaudio ricorda al riguardo la legge 166/2016 sul recupero degli sprechi alimentari, che ha confermato l’impegno-guida nella lotta alla dissipazione degli alimenti, che ancora oggi haproporzioni inaccettabili. “Con quella legge ci avviciniamo sempre di più all’obiettivo di recuperare un milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi” scrive Gaudio. “Quella legge, in realtà faceva espresso riferimento anche ai farmaci, nel senso di favorirne la donazione e – in questi termini – qualche effetto lo ha avuto. Speriamo, a questo punto, che il prossimo governo voglia mettere tra le sue priorità anche la lotta alla farmacodispersione, che potrebbe dare risparmi economici e frutti molto più abbondanti della legge approvata nel 2016″.

Roma, 29 gennaio – Otto miliardi di compresse inutilizzate ogni anno nel nostro Paese, ovvero il 30%  dei 24 miliardi di dosi di farmaco che gli ospedali o i cittadini italiani acquistano ogni anno. Una quota enorme che va sprecata perché i farmaci hanno una loro naturale scadenza, che viene superata dopo alcuni mesi.

Ad accendere i riflettori su “un dato che pochi conoscono” è Carlo Gaudio (nella foto), consigliere di amministrazione dell’Aifa e direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari e respiratorie della Sapienza di Roma, con un intervento a sua firma sul blog Dottor Post dell’Huffington Post.

Il danno economico, scrive Gaudio, è enorme: “Dato che la spesa per farmaci in Italia è di circa 29 miliardi di euro, il costo medio unitario di farmaco è dunque superiore ad 1 euro per dose. Dunque, lo spreco assomma ad almeno 8 miliardi di euro, dei quali gran parte potrebbero essere recuperati”.

Per riuscirci, secondo Gaudio, sarebbero sufficienti “due semplici soluzioni, sinergiche tra loro”. La prima è la distribuzione informatizzata e personalizzata dei farmaci in ospedale. Al riguardo, il consigliere Aifa cita l’esperienza al riguardo condotta da anni dall’ospedale Morgagni di Forlì: “È un sistema che funziona benissimo” scrive Gaudio “con milioni di euro risparmiati ogni anno, anche se naturalmente occorre un investimento iniziale nell’informatizzazione. Ma in questo modo vengono consegnate ai pazienti solo le compresse realmente necessarie e lo spreco si azzera”.

L’altra facile soluzione, che potrebbe essere introdotta con un semplice decreto ministeriale,  è quella di inserire una doppia scadenza sulle scatole dei medicinali: oltre a quella classica (in nero), una seconda scadenza, in rosso, che evidenzi gli ultimi mesi di validità. Un avviso “last months“, un po’ come accade con l’etichetta “ultimi giorni” che si vede al supermercato sulle confezioni degli alimenti vicini alla scadenza.

“Questo” sostiene Gaudio “aiuterebbe i cittadini, i medici, gli ospedali a rendersi conto di avere dei prodotti che stanno per scadere e che, se non occorrono più perché la terapia è terminata, possono essere riportati nelle farmacie comunali o consegnati a quelle Fondazioni/Onlus che si occupano della distribuzione gratuita dei farmaci ai non abbienti”.

In pratica, anziché finire nei bidoni per la raccolta differenziata dei farmaci nelle farmacie, con ulteriori costi per il loro smaltimento, i medicinali inutilizzati nei loro ultimi mesi di validità potrebbero essere usati – garrantendo la trasparenza del loro percorso – per garantire quelle “cure gratuite agli indigenti ” previste dal nostro dettato costituzionale.

Il questo modo, secondo gaudio, “si metterebbe fine – o almeno un freno – all’assurdo spreco. I miliardi risparmiati dallo Stato coprirebbero le nuove e crescenti spese per i cosiddetti farmaci innovativi” dal costo stratosferico, come quello dei farmaci per l’epatite C o per i nuovi farmaci oncologici, per i quali sono stanziati negli ultimi anni “centinaia di milioni di euro, sottratti di fatto al Sistema sanitario nazionale, cioè alla diagnosi e alla cura di tutte la altre patologie“.

Gaudio ricorda al riguardo la legge 166/2016 sul recupero degli sprechi alimentari, che ha confermato l’impegno-guida nella lotta alla dissipazione degli alimenti, che ancora oggi haproporzioni inaccettabili. “Con quella legge ci avviciniamo sempre di più all’obiettivo di recuperare un milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi” scrive Gaudio. “Quella legge, in realtà faceva espresso riferimento anche ai farmaci, nel senso di favorirne la donazione e – in questi termini – qualche effetto lo ha avuto. Speriamo, a questo punto, che il prossimo governo voglia mettere tra le sue priorità anche la lotta alla farmacodispersione, che potrebbe dare risparmi economici e frutti molto più abbondanti della legge approvata nel 2016″.