Garattini: “Inutile il 50% per cento dei 12 mila farmaci in commercio”

Roma, 22 dicembre – “Sui circa 12 mila oggi in commercio ne eliminerei almeno il 50 per cento”. È una delle affermazioni tranchant contenute nell’intervista rilasciata al settimanale L’Espresso dal farmacologo Silvio Garattini (nella foto), fondatore dell’Istituto di ricerca Mario Negri da sempre critico nei confronti dell’eccesso di medicalizzazione, frutto anche delle pressini del marketing farmaceutico, e acerrimo nemico delle cure mediche “alternative”.

Garattini ripropone alcuni dei suoi cavalli di battaglia, a partire appunto dalle critiche severe all’impiego dei molti farmaci che,  a suo giudizio, sono inutili. Il farmacologo cita come esempio l’impiego di farmaci come le statine o gli antipertensivi nei “pazienti terminali cui questi farmaci non portano beneficio”, aggiungendo poi alla lista “l’ozono per l’artrite, gli ultrasuoni per i disturbi muscolari, le camere iperbariche usate per disturbi per i quali non ci sono evidenze di miglioramenti. Rientra in questo elenco anche l’abuso degli integratori alimentari, privi di prove di efficacia. Nessuno dice che non fanno nulla, che basterebbe cambiare stile di vita per stare meglio”.

Una situazione che passa anche attraverso la prescrizione di molti farmaci, ad esempio gli antidepressivi,  prescritti spesso in combinazione, nonostante le prove della loro inefficacia combinata, e senza che le autorità regolatorie, a partire dall’Ema, intervengano al riguardo. Sul mancato intervento delle agenzie, Garattini ha un preciso punto di vista: “L’Ema non interviene perché l’attuale legislazione, facendo il gioco delle case farmaceutiche, chiede che un farmaco possieda caratteristiche di qualità, efficacia e sicurezza” spiega infatti il farmacologo a L’Espresso. “Invece, andrebbe considerato anche il valore terapeutico aggiunto, cioè come quel farmaco si posiziona nel mercato in termini di ‘valore complessivo’, rispetto a farmaci preesistenti. Questi ultimi, se si dimostrano inutili, andrebbero eliminati. Invece” conclude Garattini ” in Italia sono passati 24 anni dall’ultima revisione del prontuario terapeutico, quando erano stati eliminati farmaci (non necessari) per un giro di vendite pari a 4.000 miliardi di vecchie lire di fatturato”.

Il testo integrale dell’intervista è disponibile sull’edizione on line de L’Espresso a questo link.